Mediobanca dice ancora no: il Cda respinge l’offerta di MPS, giudicata inadeguata



Il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca ha nuovamente respinto l’offerta pubblica di scambio e acquisto (Opas) avanzata da Monte dei Paschi di Siena (MPS), nonostante il rilancio economico proposto dalla banca senese.

Il nuovo corrispettivo, che include un’aggiunta di 0,90 euro in contanti per ogni azione Mediobanca, non è stato ritenuto sufficiente a modificare la valutazione negativa già espressa nei mesi precedenti.

Il board di Mediobanca ha sottolineato come l’offerta di MPS continui a mancare di un chiaro razionale industriale e non presenti vantaggi concreti per gli azionisti. Secondo il comunicato ufficiale, il concambio proposto — composto da azioni MPS di nuova emissione e una componente cash — non riconosce adeguatamente il valore intrinseco di Mediobanca, né remunera il contributo che la banca apporterebbe alla nuova entità risultante dalla fusione.

Il Cda ha inoltre evidenziato i rischi legati a potenziali dissinergie e alla distruzione di valore, che renderebbero l’operazione non conveniente. La proposta, secondo Piazzetta Cuccia, trasferirebbe sugli azionisti di Mediobanca gran parte dell’incertezza legata al raggiungimento degli obiettivi strategici definiti da MPS.

Nonostante il parere negativo del Cda, l’offerta ha già raccolto il 38,5% di adesioni, superando la soglia minima del 35% necessaria per il successo dell’operazione. Tra i nuovi aderenti figurano nomi di rilievo come la Cassa Previdenziale dei Medici (Enpam), la holding Edizione della famiglia Benetton e la famiglia Tortora.

La decisione del Consiglio non è stata unanime: Sandro Panizza ha votato contro, mentre la vicepresidente Sabrina Pucci si è astenuta, segnalando una certa tensione interna rispetto alla strategia da adottare.

L’ennesimo rifiuto da parte di Mediobanca conferma la volontà dell’istituto milanese di mantenere la propria autonomia e di non cedere a un’operazione che, pur ambiziosa, viene considerata troppo rischiosa e poco vantaggiosa. Il risiko bancario italiano continua, ma Mediobanca resta ferma sulle proprie posizioni.