Manovra 2026: al via l’ipotesi di meno tasse su tredicesima e straordinari


Il governo sta valutando una serie di misure per la Legge di Bilancio 2026, con l’obiettivo principale di sostenere i redditi delle famiglie e, di conseguenza, stimolare i consumi.

Tra le proposte più discusse c’è l’ipotesi di una tassazione agevolata su tredicesima e lavoro straordinario, una misura che mira a mettere più liquidità nelle tasche dei lavoratori, soprattutto in un contesto di inflazione ancora elevata.
Meno tasse per rafforzare redditi e consumi

La tredicesima e il lavoro straordinario sono spesso tassati con l’aliquota marginale più alta del contribuente, riducendo significativamente l’importo netto.

La proposta in esame prevedrebbe l’applicazione di un’imposta sostitutiva con un’aliquota più bassa, simile a quanto già avviene per i premi di produttività. L’intento è duplice:
Aumentare il potere d’acquisto: Offrire una tredicesima più “pesante” permetterebbe alle famiglie di affrontare meglio le spese di fine anno e di sostenere gli acquisti.

Incentivare la produttività: Tassare meno gli straordinari renderebbe il lavoro extra più conveniente per i dipendenti, spingendo le imprese a utilizzare di più questo strumento per rispondere alle esigenze produttive.
Gli analisti economici ritengono che una misura del genere, seppur con un impatto limitato sul bilancio statale, potrebbe generare un effetto moltiplicatore positivo sull’economia.

Mentre il governo studia le misure per rilanciare l’economia interna, sul fronte europeo si sta consumando un dibattito cruciale riguardo la spesa pubblica, in particolare quella destinata alla Difesa. Il Nuovo Patto di Stabilità e Crescita, in vigore dal 2025, impone regole più stringenti sul debito e sul deficit, rendendo più complesso trovare le risorse per investimenti significativi.

La Commissione Europea, alla luce delle crescenti tensioni geopolitiche, sta spingendo gli Stati membri a incrementare le spese per la Difesa. Questo comporta una forte pressione su paesi come l’Italia, che si trovano a dover bilanciare la necessità di adeguare le proprie forze armate con i vincoli di bilancio imposti dall’Ue.

Bilanciare sicurezza e stabilità finanziaria
Il governo italiano si trova quindi davanti a un dilemma: aumentare gli investimenti in Difesa per allinearsi alle richieste europee e rafforzare la sicurezza nazionale, senza però sforare i parametri di bilancio fissati da Bruxelles. Una spesa aggiuntiva per il settore della Difesa, infatti, potrebbe erodere le risorse disponibili per altre misure sociali ed economiche, come quelle volte a ridurre le tasse.

Il confronto con l’Ue si preannuncia serrato, e il modo in cui il governo riuscirà a gestire questi due fronti – la politica fiscale interna e gli impegni europei sulla spesa – sarà determinante per il successo della prossima manovra.