Crosetto lancia l’allarme: “Italia impreparata a un attacco russo o di altri Paesi”

guido crosetto in foto


Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha acceso i riflettori su una questione cruciale per la sicurezza nazionale: l’Italia, secondo il suo giudizio, non sarebbe pronta ad affrontare un eventuale attacco militare. Né da parte della Russia, né da altri Stati.

Le sue dichiarazioni, rilasciate a margine della presentazione del bilancio del tour mondiale della nave Amerigo Vespucci, hanno suscitato un acceso dibattito politico e mediatico.

Un sistema difensivo da ricostruire

Crosetto ha sottolineato come la mancanza di investimenti nella difesa negli ultimi vent’anni abbia lasciato il Paese vulnerabile.
“Vent’anni di disinvestimento non si recuperano in uno o due anni. Dobbiamo mettere l’Italia nella condizione di difendersi se qualche pazzo decidesse di attaccarci: non dico Putin, dico chiunque”.

Il ministro ha evidenziato che, sebbene l’Italia sia tra i principali contributori della NATO sul fianco Est — con F-35, Eurofighter e oltre 2.000 soldati impegnati — non si può trascurare il fianco Sud, dove si registrano crescenti tensioni legate alla sicurezza dei confini. Inoltre, è importante considerare la gestione dei flussi migratori.

Un clima internazionale sempre più instabile

Le parole di Crosetto arrivano in un momento di forte deterioramento del clima geopolitico. Le incursioni di droni russi nei cieli della Polonia e della Romania hanno riacceso le tensioni tra Mosca e l’Alleanza Atlantica. Il portavoce del Cremlino ha dichiarato che “la NATO è di fatto in guerra con la Russia”, alimentando ulteriormente le preoccupazioni in Europa.

Crosetto ha ribadito la necessità di trovare nuove strade per la pace, denunciando l’inefficacia dei tentativi di tregua in Ucraina.
“Sono aumentati esponenzialmente gli attacchi su Kiev, sui civili, sugli ospedali. Il clima è deteriorato non solo in Ucraina, ma in tutto il mondo”.

Difesa e diplomazia: una doppia sfida

Il ministro ha invocato un’accelerazione dell’impegno internazionale per evitare una deriva incontrollabile.
“Abbiamo il dovere di fare qualunque cosa per invertire una rotta verso un dirupo che mi pare inarrestabile e sempre più veloce”.

Mentre Crosetto chiede un rafforzamento della capacità difensiva, altri esponenti del governo, come il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, spostano l’attenzione sulla sicurezza interna e sui confini meridionali. Essi denunciando la presenza di “delinquenti stranieri” e invocano misure più severe contro l’immigrazione irregolare.