In un discorso solenne tenuto al Quirinale, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un messaggio forte e chiaro ai 157 nuovi dirigenti pubblici vincitori del nono corso-concorso della Scuola Nazionale dell’Amministrazione: la Pubblica Amministrazione deve essere autonoma, imparziale e libera da influenze partitiche.
Mattarella ha citato gli articoli 97 e 98 della Costituzione, sottolineando come questi attribuiscano alla Pubblica Amministrazione un ruolo autonomo all’interno del potere esecutivo. “I funzionari pubblici devono operare al servizio della collettività e vanno sottratti all’influenza dei partiti politici”, ha dichiarato il Capo dello Stato, ribadendo che il principio di imparzialità è condizione essenziale per il buon andamento dell’amministrazione.
Con parole incisive, Mattarella ha ricordato come, durante il regime fascista, l’apparato pubblico fu strumentalizzato per sopprimere le garanzie democratiche e l’equilibrio tra i poteri. Ha citato il giurista Costantino Mortati, che già nell’Assemblea Costituente sottolineava la necessità di un’amministrazione obiettiva e non di partito.
Il Presidente ha anche evidenziato l’importanza della formazione ricevuta dai nuovi dirigenti, chiamati a confrontarsi con sfide complesse come la digitalizzazione, la transizione ecologica, l’intelligenza artificiale e l’internazionalizzazione. “Serve un profondo aggiornamento culturale”, ha affermato, affinché la PA possa operare con efficacia in un mondo in rapida trasformazione.
Mattarella ha infine ribadito che l’accesso alla Pubblica Amministrazione deve avvenire esclusivamente tramite concorso, strumento che tutela il merito e garantisce parità di trattamento per tutti i cittadini.