Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha tenuto un discorso infuocato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, accolto da un’aula semi-deserta e da una pioggia di fischi.
Molte delegazioni, tra cui rappresentanti di Paesi arabi, africani e europei, hanno abbandonato l’aula in segno di protesta prima che il leader israeliano prendesse la parola.
Netanyahu ha trasformato il suo intervento in un vero e proprio show mediatico. Indossava una spilla con un QR code che rimandava a un sito web contenente immagini e video delle atrocità commesse da Hamas il 7 ottobre 2023. Ha invitato i presenti a “prendere i cellulari e inquadrare il codice” per comprendere “perché combattiamo e perché dobbiamo vincere”.
Ha poi mostrato una mappa aggiornata della cosiddetta “maledizione dell’asse del terrore iraniano”, segnando con delle “X” i leader e i gruppi nemici di Israele già eliminati: dagli Houthi in Yemen ai comandanti iraniani, dai leader di Hamas a Gaza fino al regime di Assad in Siria.
Nel cuore del suo discorso, Netanyahu ha respinto con forza le accuse di genocidio e di aver affamato la popolazione palestinese. “Per caso i nazisti chiedevano gentilmente agli ebrei di andarsene?”, ha domandato retoricamente, sostenendo che Israele ha invitato i civili a mettersi al riparo, mentre Hamas li userebbe come scudi umani.
Ha inoltre accusato Hamas di rubare gli aiuti umanitari e ha ribadito che “ogni vittima civile è una tragedia per Israele, ma una strategia per Hamas”.
In un gesto senza precedenti, Netanyahu ha fatto installare altoparlanti lungo il perimetro della Striscia di Gaza per trasmettere il suo discorso direttamente ai residenti e agli ostaggi ancora detenuti. “Non vi abbiamo dimenticati e non ci fermeremo finché non vi riporteremo tutti a casa”, ha dichiarato in ebraico e inglese.
Il discorso è arrivato in un momento di forte pressione internazionale su Israele, con diversi Paesi europei — tra cui Francia, Spagna e Regno Unito — che hanno recentemente riconosciuto lo Stato di Palestina. Netanyahu ha definito questi riconoscimenti “un marchio di vergogna” e ha accusato l’Autorità Palestinese di essere “corrotta fino al midollo”.
Mentre fuori dal Palazzo di Vetro migliaia di manifestanti protestavano contro la guerra a Gaza, Netanyahu ha ribadito: “Non mi fermo. Vogliamo finire il lavoro il più velocemente possibile”.