Witkoff e Kush sener a Sharm el-Sheikh: colloqui intensificati per la pace a Gaza, possibile svolta entro venerdì


Il piano di pace per Gaza promosso dagli Stati Uniti potrebbe raggiungere una svolta decisiva entro venerdì, secondo fonti diplomatiche e media regionali.

Steve Witkoff, inviato speciale del presidente Donald Trump per il Medio Oriente, e Jared Kushner, consigliere e genero del presidente, sono giunti in Egitto. Partecipano ai colloqui indiretti tra Israele e Hamas, con l’obiettivo di finalizzare la prima fase del piano in 20 punti elaborato dalla Casa Bianca.

Il piano Trump, ideato da Witkoff e Kushner, prevede un ritiro graduale delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza. Inoltre, include il rilascio di tutti gli ostaggi entro 72 ore dall’inizio della tregua.

Le trattative si svolgono a Sharm el-Sheikh, in un clima che i mediatori definiscono “positivo”, nonostante le tensioni persistenti e le richieste divergenti delle parti.


Secondo fonti egiziane e qatariote, Hamas ha accettato di consegnare le armi a un comitato egiziano-palestinese. Tuttavia, ha respinto l’ipotesi di un comitato di transizione internazionale guidato dall’ex premier britannico Tony Blair.

Il movimento islamista insiste su garanzie scritte da parte di Trump e dei Paesi sponsor affinché l’accordo porti alla fine definitiva del conflitto.

Tra le richieste più controverse di Hamas figura la restituzione dei corpi di Yahya e Muhammad Sinwar, leader dell’organizzazione uccisi da Israele. La richiesta include il loro scambio con i 48 ostaggi ancora detenuti. Israele ha già respinto tale proposta in passato. Ma la pressione diplomatica potrebbe riaprire il dossier.

Il presidente Trump ha dichiarato che esiste una “reale possibilità” di raggiungere un accordo. Ha sottolineato il ruolo attivo degli Stati Uniti nel garantire la tenuta dell’intesa.

“Abbiamo molto potere, faremo tutto il possibile per garantire che tutti aderiscano a questo accordo”, ha affermato durante un incontro con il primo ministro canadese Mark Carney.

Mentre Israele si prepara al rilascio degli ostaggi all’inizio della prossima settimana, resta da definire il calendario del ritiro militare e la gestione futura della Striscia. Hamas propone un negoziato parallelo con l’Autorità Nazionale Palestinese, mentre Israele punta a un ritiro progressivo. Inoltre, mira a mantenere una presenza militare minima.

Se i colloqui proseguiranno senza interruzioni, la firma della prima fase dell’accordo potrebbe avvenire entro venerdì. Ciò aprirebbe la strada a una nuova fase di stabilizzazione nella regione.

Tuttavia, gli analisti invitano alla cautela. “Il diavolo si nasconde nei dettagli”, ha osservato un mediatore arabo, ricordando che ogni concessione è soggetta a verifiche e controgaranzie.