Ci sono particolari momenti della nostra esistenza in cui si ha bisogno di sentirsi capiti e accolti. Solo sperimentando questa condizione di vera e propria empatia ci si sente spronati a parlare apertamente di tutto ciò che ci turba e che facciamo fatica ad esprimere ed esternare per paura di sentirci giudicati
È ciò che provano coloro che decidono di partecipare al Club di Sepoltura degli ex descritto nel bellissimo romanzo Il piccolo caffè della felicità ritrovata di Saki Kawashiro edito da Newton Compton.
Un club esclusivo in cui sentirsi accolti per quello che si è
Questo club si forma in seguito all’incontro tra la protagonista Momoko e il gestore di un piccolo locale di Tokyo, Amamiya. In una fredda nottata di gennaio, Momoko viene lasciata dal fidanzato, la persona con la quale credeva di realizzare i propri sogni e progetti di vita tra i quali vi era anche quello del tanto desiderato matrimonio. In uno stato di disperazione Momo aveva vagato per l’intera nottata tra le strade della città finché era entrata nel locale di Amamiyra e qui si era sentita libera di raccontargli la storia d’amore con il suo ex, in particolare qual era il piatto che lei amava cucinargli.
Momo gli preparava il può delizioso pollo al curry che avesse mai cucinato per compiacerlo, per mantenerlo legato a lei. Amamiya sinceramente incuriosito dalla ricetta di Momo le propone di cucinarlo per lui e Kuroda, il suo più abituale cliente. Colpito dalle doti culinarie di Momo le propone di lasciare il suo lavoro per diventare la cuoca del suo locale e fondare il Club di Sepoltura degli Ex. Quello del Club diventa un appuntamento settimanale fissato per il venerdì. Ad esso si può accedere per prenotazione, alle dieci di sera di ogni venerdì il cliente che si sarà prenotato per il Club racconterà ciò che più lo turba e porterà la ricetta di un piatto che gli ricorda l’ex in questione, protagonista della sua storia.
Il potere del raccontarsi
Di settimana in settimana il rapporto tra i fondatori del Club si consoliderà sempre più. Tra di loro infatti si instaurerà una sorta di complicità, rispetto e fiducia reciproca. In ogni storia di vita che sarà raccontata, Momo rintraccerà parti del proprio essere come in una sorta di rispecchiamento che le consentirà di guarire da tutte le ferite legate al passato e dal suo amore fallito. Imparerà ad acquisire nuove consapevolezze che le permetteranno di ritrovare la tanto agognata felicità e abbracciare a pieno il cambiamento.
Il piccolo caffè della felicità ritrovata è un romanzo che trasuda empatia e quel senso di umanità che abbiamo bisogno di recuperare in questa società contemporanea basata sull’individualismo ed egocentrismo. Le storie narrate confermano di quanto raccontarsi ha un potere immenso che alleggerisce e fa ritrovare la motivazione e l’entusiasmo per rinascere e ricominciare a iscrivere un capitolo nuovo della nostra esistenza nel quale sentirsi i diretti protagonisti.
Esprimersi in piena libertà dando voce alla parte autentica
Solo sentendoci liberi di esprimerci in piena libertà e in coerenza con ciò che siamo e desideriamo davvero per mantenerci autentici. I protagonisti del Club di Sepoltura degli ex con le loro storie, aneddoti, testimonianze ed esperienze dirette saranno fonte di ispirazione per i lettori. Potranno infatti cogliere insegnamenti ed imput creativi per cambiare la propria esistenza, per liberarsi dalle zavorre emotive e per diventare la versione migliore di sé stessi.
L’autrice con la sua scrittura sublime coinvolge nel profondo il lettore. Questa lettura formativa, ci arricchisce l’anima, la coccola e la sprona a non perdere mai la speranza nei confronti di quegli incontri empatici che si basano sulla reciprocità, rispetto, condivisione e soprattutto sospensione del giudizio.
L’Altro come specchio
La tematica del rispecchiamento è centrale in questo romanzo e ci insegna a considerare l’Altro come una persona, uguale e al tempo stesso diversa, dalla quale imparare tanto su di sé, sul proprio mondo interiore e su come interagiamo con gli altri in un continuo rapporto di interdipendenza.
L’esperienza di Momo e del Club di Sepoltura ci conferma quanto come esseri umani abbiamo bisogno dell’Altro per attivare una sorta di confronto arricchente dal punto di vista emotivo ed esperienziale. Un romanzo consigliato a chi crede nel potere delle storie capaci di spronarci ad evolvere umanamente parlando.