Un significativo cambio di prospettiva nel mondo della comunicazione strategica e culturale.
Per la prima volta, la Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (FERPI), il principale organismo nazionale che riunisce le eccellenze della comunicazione istituzionale e d’impresa, apre le porte al mondo musicale. Una disciplina che per anni è stata percepita prevalentemente come leva promozionale. Entra oggi in una cornice più ampia: quella capace di incidere nella costruzione dell’opinione pubblica.
Questo varco è stato aperto dall’ammissione di Elisa Serrani, fondatrice di Music & Media Press e prima professionista del comparto a entrare in FERPI. La sua ammissione è un chiaro segnale. Ormai il ruolo sociale della musica, se trattato con rigore e responsabilità, è riconosciuto al pari di istituzioni. Anche media e impresa orientano il linguaggio e la percezione collettiva del presente.
La scelta di Serrani non è casuale. Attiva nelle PR dal 2004, con una verticalità esclusiva sul mondo musicale, nel 2020 fonda Music & Media Press — una delle realtà di media relations più operative in Italia, con oltre 350 artisti seguiti. Nel 2025 dà vita ad ACCA – Agenzia di Crescita e Collocamento Artistico dedicata allo sviluppo di nuovi modelli professionali e operativi.
Ha sviluppato un impianto strategico che supera la logica dell’ufficio stampa tradizionale. Questo impianto è basato su responsabilità, metodo critico e visione di lungo periodo. Con un approccio che rifiuta di ridurre la musica a mero contenuto da distribuire, ha riportato la narrazione negli spazi in cui si forma dialogo. Va oltre la sola ricerca di visibilità.
«Entrare in FERPI è per me un onore, non tanto come come riconoscimento individuale, ma come assunzione di responsabilità nei confronti del settore che rappresento. Aderire a una Federazione che da oltre cinquant’anni tutela valori come etica, trasparenza e qualità — valori che condivido e porto avanti da sempre — significa impegnarsi con ancora maggiore rigore ad agire secondo gli stessi principi, ogni giorno, anche nella comunicazione applicata alla musica», sottolinea Serrani.
Il suo ingresso in FERPI non va letto come un risultato personale, ma come l’apertura concreta di un nuovo perimetro per l’intero comparto musicale. È un passaggio che chiama in causa il modo stesso in cui la musica viene interpretata. Inoltre, riconosce la musica a pieno titolo come parte delle relazioni pubbliche. Assume un ruolo attivo nei processi che definiscono l’agenda culturale e pubblica del Paese.
Un passaggio che interviene in un momento cruciale, in cui la narrazione musicale rischia di essere assorbita dalla logica della performance algoritmica. Questo comportamento porta a perdere la propria funzione aggregativa e editoriale. In un ecosistema dominato dalla quantità, la priorità torna a essere la qualità del discorso e la costruzione di fiducia.
«Il punto non è ottenere visibilità — conclude Serrani —, ma assumersi la responsabilità di ciò che legittima l’attenzione pubblica. La comunicazione non è un servizio, è una responsabilità culturale. La pubblicità compra spazio. L’ufficio stampa conquista attenzione. E la responsabilità sta proprio nel capire cosa merita davvero attenzione, soprattutto in un oggi in cui la saturazione è la norma e non più l’eccezione.»
Nei prossimi mesi, Serrani avvierà un tavolo di confronto con professionisti e giornalisti. L’obiettivo è definire nuovi criteri di legittimità nella comunicazione del settore, in risposta al rischio di riduzione della musica a contenuto algoritmico. Un precedente reale, che non si limita al riconoscimento simbolico. Apre una ridefinizione concreta dello spazio e della dignità editoriale che la musica è chiamata ad occupare nel discorso pubblico.
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