Napoli non si inganna con la retorica





In questi giorni, abbiamo assistito a una discesa del Governo in Campania con un copione fin troppo noto. Un approccio da turista, da chi arriva in un luogo che non conosce davvero e sfodera un repertorio prevedibile e pronto all’uso.



Il Sud viene evocato come un luogo delle meraviglie, e Napoli viene raccontata attraverso un vocabolario che sa di stantio: ecco spuntare, in un turbinio frettoloso, Eduardo, Totò, la pizza, il sole, e il nostalgico Regno delle Due Sicilie. Certo, sono tutte cose nostre, radici di cui andiamo fieri e che celebriamo. Ma dette da loro, queste parole risuonano come una lingua imparata in fretta, come il tentativo imbarazzato di chi sbarca in terra straniera e cerca di ripetere qualche frase per sembrare integrato.


Questa retorica, purtroppo, non sorprende. È il modo più comodo per distogliere lo sguardo dalla realtà, per costruire un Mezzogiorno da cartolina e scansare l’obbligo di affrontare quello vero.

Il Sud che meritava attenzione e ascolto è invece quello:
Dove i giovani partono non per la romantica “voglia di fare esperienza”, ma per necessità e mancanza di opportunità.

Dove la sanità crolla giorno dopo giorno perché il riparto nazionale è costruito su criteri che penalizzano strutturalmente proprio le regioni più giovani, come la nostra Campania.

Che non vive di lamentele, ma è schiacciato da un peso di ingiustizie accumulate e mai sanate, ingiustizie che hanno spesso la firma proprio di chi oggi viene qui a fare finta di niente.

E poi c’è la questione che svela tutte le carte in tavola: l’autonomia differenziata. Sentire un esponente di Governo come Salvini parlarne come se fosse un innocuo inciso tecnico, una passata veloce, quasi imbarazzata, è la cosa che più colpisce.

In effetti, dovrebbe esserlo: l’autonomia differenziata che stanno portando avanti è una legge che spaccherà definitivamente il Paese e cancellerà la Campania dalla mappa dei diritti essenziali. È una vera e propria legge ammazza-Sud, e la loro goffaggine nel presentarla dimostra che sono perfettamente consapevoli del suo potenziale distruttivo.


Questa abissale distanza tra ciò che viene detto nei comizi e ciò che viene deliberato nei provvedimenti è la vera ipocrisia. Si celebra il Sud sul palco, per poi svuotarlo e penalizzarlo nei fatti. Si richiamano i fasti della nostra storia e del Regno delle Due Sicilie, mentre si smonta, pezzo dopo pezzo, il nostro presente e il nostro futuro.

Io penso che questa terra abbia già pagato un conto salato a causa dello sfruttamento e delle menzogne.

Potete anche sforzarvi di raccontare la nostra città Napoli e la nostra regione con le parole “giuste” o lusinghiere, ma se le azioni e i provvedimenti che portate avanti restano sbagliati, non ingannate nessuno.

Chi viene qui solo per recitare una parte, per un rapido tour elettorale o di facciata, dovrebbe sapere che Napoli ha un orecchio finissimo per distinguere il vero dal falso.