Meloni stringe sulla manovra, correzioni in vista: dagli affitti all’oro, la maggioranza trova la quadra


La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha impresso un’accelerazione decisa all’iter della Legge di Bilancio (Manovra 2025). Ha convocato un vertice di maggioranza a Palazzo Chigi per definire gli emendamenti chiave. Inoltre, si è impegnata a sciogliere gli ultimi nodi politici e tecnici. Meloni ha affidato alle sue capacità politiche il delicato compito di mediazione.

L’obiettivo è blindare il testo prima del voto in Parlamento. Si cerca la sintesi tra le diverse spinte delle forze di centrodestra.
Il pacchetto di modifiche si concentra in particolare sulla fiscalità immobiliare e sull’emersione di capitali (l’oro). Inoltre, include misure di “pace contributiva” promosse da Forza Italia.

Uno dei temi più dibattuti è l’aumento dell’aliquota della cedolare secca sugli affitti brevi. L’ipotesi iniziale di innalzare la tassazione è stata oggetto di forti pressioni, in particolare da Forza Italia e Lega. Entrambi i partiti premevano per una revisione o un ridimensionamento.

L’orientamento del Governo, ribadito dalla stessa Meloni, è che l’intervento sugli affitti brevi non miri a “fare cassa”. Piuttosto, si punta a favorire una maggiore offerta di case in locazione a lungo termine per le famiglie. Così, si spera di contribuire a ridurre i costi abitativi. Il compromesso raggiunto sembrerebbe andare verso una rimodulazione dell’aumento. Si cerca un equilibrio tra le esigenze di gettito e la tutela del settore ricettivo.

Tra le novità in entrata, sta prendendo forma l’introduzione di una procedura di rivalutazione fiscale dell’oro da investimento detenuto dai privati. La misura, caldeggiata da Lega e Forza Italia, mira a incentivare l’emersione del metallo prezioso custodito. Questo oro è spesso ereditato o acquistato senza documentazione fiscale.

I contribuenti in possesso di lingotti o monete d’oro da investimento, che non dispongono di documenti d’acquisto, potrebbero richiedere una regolarizzazione. Pagherebbero un’aliquota agevolata del 12,5%, nettamente inferiore all’attuale aliquota del 26% sulle plusvalenze non documentate. Meloni supporta fortemente questa iniziativa.

L’attesa è che questa “sanatoria” possa generare entrate straordinarie per l’Erario, utili a finanziare altre misure della manovra. Stime iniziali ipotizzano un gettito potenziale nell’ordine dei miliardi di euro. L’operazione permetterebbe ai detentori di regolarizzare la propria posizione fiscale in caso di futura vendita.

Sul fronte delle partite IVA e delle imprese, Forza Italia ha spinto per un intervento a favore dei contribuenti che non sono in regola con i versamenti. L’emendamento principale proposto dal partito prevede una riduzione delle sanzioni e delle multe per coloro che non hanno pagato i contributi previdenziali, purché provvedano al saldo del debito. Anche in questo frangente Meloni mostra il suo supporto.

Questa misura si inserisce nel solco della “pace fiscale” e delle iniziative volte a ridurre l’onere delle cartelle esattoriali. Si mira a favorire la regolarizzazione delle posizioni debitorie pregresse. L’obiettivo è alleggerire la pressione fiscale sui contribuenti in difficoltà, stimolando al contempo il recupero di risorse.

L’intensa giornata di confronti ha visto i leader della maggioranza definire il perimetro degli emendamenti da presentare in Parlamento.

Nonostante alcune tensioni iniziali su vari fronti, incluso il contributo delle banche e altre misure, la Presidente Meloni ha ribadito la necessità di mantenere inalterati i saldi di bilancio. L’obiettivo è garantire la stabilità economica. La fase parlamentare della manovra si preannuncia rapida, con l’obiettivo di giungere all’approvazione definitiva entro fine anno.