Conte: “Meloni mi disse no al confronto. Atreju decida se cambiare”




La premier mi usa a giorni alterni come capro espiatorio, l’anno scorso la disponibilità fu negata


Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, è intervenuto oggi con una dichiarazione piccata in merito all’invito rivolto da Fratelli d’Italia alla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. Questo invito riguarda un possibile confronto con la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’ambito della prossima edizione della manifestazione giovanile di FdI, Atreju.

Conte, tirando in ballo un precedente personale, ha sottolineato l’asimmetria di trattamento rispetto all’anno precedente. Ha ricordato di aver cercato a sua volta un dibattito diretto con Meloni in occasione del suo invito alla stessa kermesse, ricevendo però un diniego.

“Anche io l’anno scorso, quando ero stato invitato ad Atreju, avevo sondato la disponibilità della premier Meloni per un confronto diretto con me. Quella disponibilità mi fu negata,” ha affermato l’ex Presidente del Consiglio. “Ora Atreju decida se cambiare format”.

La dichiarazione di Conte arriva nel pieno del dibattito politico innescato dalla richiesta di Schlein. Questa richiesta ha condizionato la sua partecipazione ad Atreju proprio alla possibilità di un dibattito “faccia a faccia” con la premier.

L’affondo di Conte non si è limitato al tema Atreju. Il leader pentastellato ha infatti rilanciato la sua accusa di essere regolarmente utilizzato dal governo come bersaglio politico. Secondo lui, ciò serve per distogliere l’attenzione dalle presunte difficoltà dell’esecutivo.

“Tanto più che sin dal primo giorno di governo la premier mi usa a giorni alterni come capro espiatorio. Lo fa per nascondere l’inadeguatezza del suo esecutivo,” ha tuonato Conte.

Questa tesi, già sostenuta in passato da Conte, viene riproposta come chiave di lettura della strategia comunicativa di Giorgia Meloni. In particolare, si riferisce a questioni come il Superbonus o la gestione di crisi politiche specifiche.

La polemica, dunque, non riguarda più solo la presenza o meno della segretaria Dem alla manifestazione di dicembre. Si allarga includendo anche un velato rinfaccio sulle dinamiche del confronto politico tra la maggioranza e le opposizioni. Il M5S rivendica per il suo leader il ruolo di principale oppositore, spesso oggetto di attacchi diretti.

Il tavolo per un possibile duello Meloni-Schlein è apparecchiato. Tuttavia, la smentita di Conte, datata ma oggi riportata in auge, introduce un elemento di tensione. C’è anche un interrogativo sul metro di giudizio adottato dalla premier nella scelta dei suoi interlocutori per i dibattiti pubblici.