Il Venezuela ha reagito con fermezza all’annuncio del presidente statunitense, Donald Trump. Lui ha esortato le compagnie aeree internazionali a considerare “interamente chiuso” lo spazio aereo sopra e intorno al Paese sudamericano.
La vicepresidentessa esecutiva, Delcy Rodríguez, ha immediatamente annunciato l’attivazione di un “piano speciale” ordinato dal presidente Nicolás Maduro. Questo piano è volto a garantire il trasporto dei cittadini venezuelani e a contrastare quella che Caracas definisce “un’azione illegittima e illegale”.
Il blocco aereo, comprese le cancellazioni dei voli, si innesta in un quadro di crescenti tensioni bilaterali. Ha portato alla cancellazione di numerosi voli da parte di sei grandi vettori internazionali. Questi includono Iberia, TAP Portugal, Gol, Latam, Avianca e Turkish Airlines. Ciò è avvenuto già dopo un precedente avvertimento della Federal Aviation Administration (FAA) statunitense circa l’aumento delle “attività militari” nell’area.
La vicepresidentessa Rodríguez ha spiegato che il piano governativo ha due obiettivi principali:
Garantire il Ritorno: Assicurare il rientro in patria dei cittadini venezuelani che si trovano bloccati in altri Paesi a causa delle cancellazioni.
Facilitare la Partenza: Agevolare gli itinerari di coloro che hanno necessità urgenti di viaggiare fuori dal territorio nazionale.
Attivati i “Meccanismi Multilaterali”
Contestualmente, Delcy Rodríguez ha dichiarato che il Venezuela ha “attivato tutti i meccanismi multilaterali in conformità con il diritto internazionale” per ottenere la “cessazione immediata di questa azione”. Caracas considera il monito di Trump un “atto ostile” e una chiara violazione della sovranità nazionale.
Rodríguez ha anche lanciato un attacco diretto all’opposizione. Ha affermato che “il governo degli Stati Uniti accoglie con favore la richiesta di Maria Corina Machado” (leader dell’opposizione e Premio Nobel per la Pace 2025) di bloccare lo spazio aereo.
L’avvertimento di Donald Trump, pubblicato sulla sua piattaforma Truth, era rivolto esplicitamente a “tutte le compagnie aeree, piloti, spacciatori di droga e trafficanti di esseri umani”. A questi è stato chiesto di “smettere di inviare veleno nel nostro Paese”. La misura americana segue precedenti iniziative volte a fermare il narcotraffico via mare e via terra. Essa aumenta notevolmente la pressione sul regime di Nicolás Maduro.
La risposta venezuelana non si è fatta attendere anche sul fronte delle compagnie aeree. Caracas ha revocato i permessi di atterraggio ai sei vettori internazionali che avevano sospeso i collegamenti. Li accusava di non aver rispettato una scadenza di 48 ore per la ripresa dei voli.
L’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA) è intervenuta chiedendo al Venezuela di riconsiderare la revoca delle licenze. Ha sottolineato la necessità di preservare la connettività aerea per l’intera regione latinoamericana.
La crisi aerea internazionale in corso rischia di isolare ulteriormente il Venezuela. Essa rende complessa la pianificazione dei viaggi da e per il Paese, con le alternative di scalo che si riducono a pochi hub confinanti come Panama, Colombia o Brasile. L’escalation evidenzia la crescente polarizzazione tra Washington e Caracas, con implicazioni umanitarie e logistiche dirette per la popolazione venezuelana.





