Medicina, semestre filtro più duro del previsto: bocciati 8 su 10

Si torna alle prove scritte alla maturità - Studenti in rivolta

Il nuovo sistema di accesso a Medicina e Chirurgia (e altri corsi come Odontoiatria e Veterinaria), noto come “semestre filtro” (introdotto per l’anno accademico 2025/2026), sta mostrando i suoi primi effetti. Esso rivela una scrematura iniziale molto più severa del previsto.

I risultati del primo appello degli esami che concludono il semestre aperto evidenziano una percentuale di studenti promossi tra il 10 e il 15% nelle tre materie richieste.

Il cuore della riforma sull’accesso a Medicina si basa su un primo semestre universitario (il cosiddetto “semestre aperto”). Tutti gli iscritti al concorso possono partecipare a questo semestre. La selezione non avviene più con un test unico prima delle lezioni. Invece, si tiene conto di una graduatoria finale che considera:

Il superamento di tutti e tre gli esami previsti per il semestre (Chimica, Biologia e, in particolare, Fisica, che secondo i primi dati risulta essere la prova più difficile).

La posizione in una graduatoria nazionale è basata sui crediti (CFU) ottenuti e sui voti.
Secondo le prime rilevazioni, la maggior parte degli studenti iscritti non ha superato tutte le prove al primo appello.

La percentuale di coloro che hanno superato tutti e tre gli esami è tra il 10% e il 15% degli iscritti.

Il fenomeno è apparso omogeneo a livello nazionale. Non ci sono state significative differenze tra le diverse sedi universitarie.

Gli studenti che non hanno superato tutte le prove al primo appello avranno una seconda opportunità. La seconda prova (o secondo appello) è fissata per il 10 dicembre. Superare tutte le prove è necessario per essere inseriti nella graduatoria nazionale del secondo semestre.

Il dato più sorprendente e preoccupante è il rischio concreto che il numero di ammessi al secondo semestre sia inferiore ai posti disponibili. I posti, per l’anno accademico 2025/2026, ammontano a circa 24.026 tra università statali e non statali.

Questo scenario, mai verificatosi con il sistema del test unico, deriva dalla rigidità del nuovo meccanismo di selezione. Gli studenti devono aver superato tutti gli esami del semestre per concorrere all’accesso.

Se la percentuale di successo rimane bassa anche dopo il secondo appello di dicembre, le università potrebbero trovarsi con un numero di aspiranti medici idonei inferiore alla capienza massima offerta.

Gli studenti che non si collocano in posizione utile in graduatoria per l’accesso a Medicina, ma che hanno superato le prove del semestre filtro (ottenendo un voto non inferiore a 18/30 in ciascun esame), possono comunque:

Potranno proseguire gli studi nel corso affine (come Biotecnologie, Scienze Biologiche o alcuni corsi delle Professioni Sanitarie con basso rapporto iscritti/posti). Questo è possibile se scelto al momento dell’iscrizione, con il riconoscimento dei CFU ottenuti nel semestre filtro.

È prevista la possibilità di ritentare il semestre filtro per un massimo di tre volte nel corso della carriera universitaria.

La pubblicazione dei risultati del primo semestre filtro, in attesa del secondo appello, mette in luce l’elevato livello di preparazione richiesto per accedere a Medicina. Contemporaneamente, sgonfia le precedenti polemiche sull’eccessivo “effetto copiatura” che si temeva potesse falsare i risultati iniziali.