Sotto il sole della Florida, lontano dai campi di battaglia gelati del Donbass, la diplomazia internazionale sta tentando un’accelerazione. Questa potrebbe segnare la svolta definitiva nel conflitto ucraino.
In queste ore a Miami si incrociano delegazioni di altissimo livello. Da Kiev arriva un’apertura significativa: il presidente Volodymyr Zelensky è pronto a sostenere la proposta statunitense per un vertice trilaterale. Questo vertice coinvolgerà Ucraina, Russia e Stati Uniti.
Il ruolo di Trump e l’apertura di Zelensky
Dopo mesi di tensioni e incontri bilaterali complessi, Zelensky ha rotto gli indugi. Ha dichiarato che sarebbe “logico” un incontro a tre. Questo dovrebbe avvenire a livello di consiglieri per la sicurezza nazionale, come passo propedeutico a un summit tra i leader.
“Se un incontro dei consiglieri porterà a un accordo per un vertice tra i capi di Stato, non posso essere contrario”, ha affermato il leader ucraino.
Zelensky non ha nascosto che, nel suo schema diplomatico, il ruolo di Donald Trump sia centrale. “Solo lui può convincere Mosca” a sedersi al tavolo con intenzioni serie. Questo avviene facendo leva su una combinazione di pressione economica e garanzie di sicurezza.
Mentre Zelensky parla da Kiev, i fatti si muovono a Miami. L’inviato speciale di Vladimir Putin, Kirill Dmitriev (capo del fondo sovrano russo RDIF), è sbarcato in Florida. Ha programmato una serie di colloqui cruciali.
Dmitriev ha incontrato l’inviato presidenziale statunitense Steve Witkoff e Jared Kushner, quest’ultimo è il genero dell’inquilino della Casa Bianca e figura chiave. Lui partecipa attivamente nella diplomazia ombra dell’amministrazione.
Al termine dei primi round di colloqui, Dmitriev ha definito le discussioni “costruttive”. Ha confermato che il dialogo proseguirà nei prossimi giorni. Sebbene un incontro diretto tra russi e ucraini a Miami sia stato ufficialmente escluso per il momento, la mediazione americana sta agendo da “ponte” tra le due delegazioni presenti in città.
Nonostante il clima di cauto ottimismo che filtra dai corridoi della Florida, restano sul tavolo i nodi più duri:
Zelensky ribadisce che l’Ucraina non accetterà concessioni territoriali forzate. Egli punta a una pace che garantisca la sovranità nazionale.
Kiev chiede impegni vincolanti. Ciò servirebbe per evitare che un eventuale cessate il fuoco sia solo una pausa strategica per il Cremlino.
Gli Stati Uniti, guidati dal Segretario di Stato Marco Rubio (anche lui atteso a Miami), stanno calibrando la “minaccia” di nuove sanzioni per spingere Putin verso un compromesso.
L’attenzione resta altissima. Se il “formato Miami” dovesse produrre un’intesa di massima, il tanto atteso vertice a tre tra Trump, Putin, e Zelensky potrebbe trasformarsi, da ipotesi remota, a realtà imminente. Questo segnerebbe l’inizio della fine delle ostilità nel cuore dell’Europa.













