Cala il sipario sul 2025 finanziario e la Borsa di Parigi saluta l’anno con un’ultima seduta sottotono. Si conferma la maglia nera tra le principali piazze del Vecchio Continente.
In una giornata di scambi ridotti per le festività di Capodanno, l’indice CAC 40 ha terminato le contrattazioni in flessione dello 0,23%. Ha fissato il valore finale a quota 8.149,5 punti.
Un anno difficile per il listino transalpino
Se per molte borse mondiali il 2025 è stato un anno di rally e nuovi record, per Parigi il bilancio finale parla di una crescita complessiva vicina al 10%. Un risultato che, pur essendo positivo in termini assoluti, appare decisamente sbiadito, se confrontato con il balzo della Borsa di Londra (+21,5%), la solidità di Francoforte (+22,3%) o la performance straordinaria di Madrid. Quest’ultima ha sfiorato un incremento del 50%.
A pesare sulla “Cenerentola d’Europa” è stata una tempesta perfetta di fattori politici ed economici. Hanno frenato l’entusiasmo degli investitori per gran parte degli ultimi dodici mesi.
Secondo gli analisti, tre sono stati i grandi ostacoli che hanno impedito al CAC 40 di tenere il passo dei partner europei:
La Francia è rimasta prigioniera di un’incertezza governativa cronica. Le difficoltà nel far approvare i bilanci e il rischio di crisi di governo, come quella sfiorata a settembre, hanno spinto gli investitori verso mercati ritenuti più stabili.
Il rallentamento della domanda in mercati chiave come la Cina e gli Stati Uniti ha colpito duramente i pesi massimi del listino parigino. Titoli come Pernod Ricard (-33%) e Stellantis (-26%) hanno sofferto pesantemente. Hanno controbilanciato i guadagni del settore bancario (con Société Générale protagonista di un recupero record) e della difesa.
Le politiche commerciali aggressive adottate dagli Stati Uniti nel corso dell’anno hanno minato la fiducia nelle multinazionali francesi. Queste sono particolarmente esposte all’export.
Mentre Parigi arrancava, il resto del mondo festeggiava. Seul si è confermata la regina del 2025, trainando l’indice MSCI Asia a un guadagno del 25%. In Europa, la vivacità di Milano e la corsa di Madrid hanno dimostrato che il capitale ha preferito spostarsi verso le periferie o verso la solidità industriale tedesca, lasciando la Francia isolata nel suo ruolo di fanalino di coda.
