Terremoto a Kiev: si dimette Malyuk





Una giornata di altissima tensione scuote l’asse tra Ucraina e Russia, tra ribaltoni ai vertici dell’intelligence di Kiev e nuove, pesantissime minacce che arrivano dal Cremlino, questa volta dirette verso il cuore dell’Europa.



Con un annuncio a sorpresa diffuso nel pomeriggio tramite i canali ufficiali della SBU, il generale Vasyl Malyuk ha rassegnato le proprie dimissioni dal ruolo di capo dei Servizi di Sicurezza dell’Ucraina.

Malyuk, alla guida dell’agenzia dal luglio 2022 e architetto di operazioni audaci come l’attacco al ponte di Crimea e l’affondamento di diverse navi della flotta russa, ha dichiarato di voler restare nel “sistema” per coordinare “operazioni asimmetriche di livello mondiale”.

Le ragioni del cambio al vertice appaiono complesse. Fonti interne suggeriscono una combinazione di fattori:

Nonostante i successi militari, Malyuk si sarebbe scontrato con le agenzie anticorruzione (NABU) in merito a recenti inchieste che hanno coinvolto personale dei servizi.

Il presidente ucraino, impegnato in una profonda ristrutturazione dell’apparato di sicurezza per il 2026, avrebbe spinto per un avvicendamento con Yevhen Khmara, già a capo dell’unità d’élite “Alpha”.

Il nuovo incarico di Malyuk si concentrerà esclusivamente sulla guerra non convenzionale dietro le linee nemiche, un segnale che Kiev intende intensificare i raid sul suolo russo.

Mentre a Kiev si riorganizzano i ranghi, da Mosca arrivano dichiarazioni che hanno immediatamente scatenato il caos diplomatico. Dmitry Medvedev, vicecapo del Consiglio di Sicurezza russo, ha pubblicato un post incendiario in cui evoca scenari di rapimento per i leader occidentali.

Prendendo spunto dal blitz americano in Venezuela contro il regime di Maduro, Medvedev ha affermato che, se l’Occidente continua a sostenere Kiev, la Russia potrebbe sentirsi legittimata a prelevare i “nemici del popolo russo”.

Il falco del Cremlino ha fatto esplicitamente il nome del Cancelliere tedesco Friedrich Merz, succeduto a Scholz e noto per una linea molto più dura verso Mosca.

“Dopo il destino che attende Zelensky, forse è tempo di pensare a come portare a Mosca certi ‘turisti’ europei come Merz, affinché rispondano delle loro decisioni in un tribunale russo”, ha scritto Medvedev.

Polemiche e reazioni internazionali
La Germania ha reagito con sdegno. Un portavoce del governo di Berlino ha definito le parole di Medvedev “deliri inaccettabili di un regime che ha perso ogni contatto con la realtà”.

La tensione tra Berlino e Mosca è ai minimi storici, specialmente dopo che Merz ha recentemente aperto alla possibilità di fornire missili a lungo raggio Taurus all’Ucraina, una “linea rossa” che il Cremlino non intende tollerare.

Anche la Polonia e i paesi baltici hanno condannato la retorica russa, chiedendo alla NATO di rafforzare ulteriormente la protezione dei leader europei di fronte a minacce che ormai superano i confini della propaganda tradizionale.