L’annuncio del Ministro degli Esteri Tajani: “Sono in buone condizioni e al sicuro nell’Ambasciata italiana a Caracas”.
Un segnale di distensione dopo mesi di “diplomazia degli ostaggi”.
Si conclude oggi un incubo durato oltre un anno per due cittadini italiani. Nelle prime ore di lunedì 12 gennaio 2026, il vicepremier e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha confermato la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò. I due connazionali erano detenuti nelle carceri venezuelane con accuse mai del tutto formalizzate.
Il Ministro Tajani ha dato la notizia tramite i suoi canali social. Inoltre, ha sottolineato di aver già informato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“Ho parlato con i nostri due connazionali che sono in buone condizioni. Presto rientreranno in Italia. La loro liberazione è un forte segnale da parte della presidente [ad interim] Delcy Rodríguez che il governo italiano apprezza molto”, ha dichiarato Tajani.
I due uomini si trovano attualmente sotto la protezione della nostra missione diplomatica a Caracas. Sono in attesa del volo che li riporterà a casa, dove ad attenderli ci sono famiglie che per mesi hanno vissuto nel silenzio e nell’angoscia.
La vicenda di Trentini e Burlò ha tenuto l’Italia con il fiato sospeso per mesi, rappresentando uno dei casi più complessi della nostra diplomazia recente:
Alberto Trentini: Cooperante umanitario per la ONG “Humanity and Inclusion”, era stato arrestato il 15 novembre 2024 a Guasdualito. Per oltre 400 giorni è stato detenuto nel carcere di El Rodeo I. Questo carcere è spesso utilizzato per prigionieri politici, senza che contro di lui venissero mosse accuse specifiche.
Mario Burlò: Imprenditore torinese, era scomparso in Venezuela nel 2024. Le notizie sulla sua detenzione erano emerse con difficoltà. Inoltre, i suoi legali hanno sempre ribadito l’assenza di capi d’imputazione formali, denunciando una detenzione arbitraria legata alla complessa situazione politica del Paese.
La scarcerazione non arriva in un momento casuale. Il Venezuela sta attraversando una fase di profondo mutamento istituzionale dopo i recenti eventi che hanno visto l’insediamento di Delcy Rodríguez alla guida del Paese. Inoltre, vi è una nuova pressione internazionale esercitata dagli Stati Uniti (sotto l’amministrazione Trump).
L’Italia, pur mantenendo una linea di fermezza sui diritti umani, ha saputo aprire canali di dialogo costruttivi. La liberazione di Trentini e Burlò segue quella di altri italiani avvenuta nei giorni scorsi, tra cui Luigi Gasperin e Biagio Pilieri. Ciò ha portato a una distensione dei rapporti tra Roma e Caracas.
Nonostante il successo diplomatico odierno, il lavoro della Farnesina non si ferma. Secondo le stime del Ministero, rimangono ancora circa 20-25 italiani (molti con doppia cittadinanza) detenuti nel Paese sudamericano per motivi politici o accuse pretestuose.
“Lavoriamo senza sosta perché possano tornare tutti”, ha ribadito Tajani, confermando che la tutela dei connazionali all’estero resta la priorità assoluta del governo.
