L’escalation di violenza in Iran ha spinto il Dipartimento di Stato americano a lanciare un avvertimento urgente: “Lasciate il Paese immediatamente”.
L’allerta, diramata nelle ultime ore (gennaio 2026), riflette una situazione di estrema instabilità. Questa situazione sta portando la Repubblica Islamica sull’orlo di una crisi senza precedenti.
Le proteste, scoppiate inizialmente alla fine di dicembre 2025 a causa del collasso economico e dell’inflazione galoppante, si sono trasformate in una vera e propria ondata rivoluzionaria. Non si chiedono più solo riforme, ma la fine del regime teocratico. Le manifestazioni hanno raggiunto tutte le 31 province iraniane e hanno coinvolto oltre 180 città.
Sebbene i blackout di Internet rendano difficili le verifiche, fonti delle ONG (come HRANA) parlano di centinaia di morti. Le stime non confermate superano le 2.000 vittime negli scontri più recenti.
Le forze di sicurezza hanno intensificato l’uso di munizioni letali e gas lacrimogeni. Inoltre, il regime ha iniziato a emettere condanne a morte per i manifestanti arrestati.
Il messaggio dell’Amministrazione Trump è stato perentorio. La “Virtual Embassy” a Teheran ha esortato i cittadini statunitensi a partire. Questo finché i confini terrestri (verso Turchia o Armenia) rimangono percorribili. I voli aerei, invece, sono soggetti a continue cancellazioni e sospensioni. Molte compagnie hanno bloccato i servizi fino al 16 gennaio.
I rischi specifici per gli stranieri
Il governo USA ha evidenziato pericoli critici:
Esiste un rischio elevato di detenzione con l’accusa di spionaggio. In aggiunta, si potrebbe essere accusati di essere “agenti esterni” inviati per destabilizzare il Paese.
L’Iran non riconosce la doppia nazionalità; i cittadini iraniano-americani vengono trattati esclusivamente come iraniani. Ciò impedisce qualunque assistenza consolare.
Il blocco quasi totale di Internet e delle linee telefoniche rende impossibile comunicare con l’esterno o ricevere soccorsi.
La tensione non è solo interna. Mentre il leader supremo Khamenei accusa Washington e Israele di orchestrare il caos, la Casa Bianca ha fatto sapere di valutare “tutte le opzioni”. Queste includono potenziali attacchi aerei mirati su siti militari iraniani, qualora la situazione dovesse degenerare ulteriormente.
Teheran, di contro, ha minacciato di colpire le basi americane nella regione in caso di intervento.
Poiché gli Stati Uniti non hanno una rappresentanza diplomatica diretta in Iran, la protezione dei cittadini americani è affidata all’Ambasciata di Svizzera a Teheran.
