Il vertice sulla Groenlandia segna un punto di svolta nelle dinamiche di sicurezza del Grande Nord.
La partecipazione di JD Vance, Vicepresidente degli Stati Uniti, accanto ai vertici nordeuropei, sottolinea quanto l’Artico non sia più solo una questione climatica. Ora è il nuovo fronte caldo della competizione globale.
In questo scacchiere complesso, la posizione dell’Italia si fa netta. Il Premier ha sciolto le riserve con una dichiarazione di intenti chiara: “Scegliamo la Danimarca”. Questa mossa non è solo un atto di cortesia diplomatica verso Copenaghen. È un posizionamento strategico che vede l’Italia schierarsi con il fronte europeo più atlantista nella gestione delle risorse e delle rotte artiche.
L’alleanza con la Danimarca, che esercita la sovranità sulla Groenlandia, garantisce a Roma un interlocutore privilegiato. Questo avviene in un’area dove gli interessi russi e cinesi faticano a trovare spazio nelle maglie della cooperazione occidentale.
Dal cuore della capitale danese è arrivato un messaggio inequivocabile: “La Nato difenda tutto il territorio”. Il riferimento alla Groenlandia e alle acque circostanti è un chiaro segnale inviato a Mosca. Con lo scioglimento dei ghiacci, che apre nuove rotte commerciali e l’accesso a giacimenti sottomarini, la protezione militare di ogni centimetro quadrato di suolo alleato diventa la priorità assoluta.
La presenza di Vance al vertice rafforza questa linea. L’amministrazione Trump, pur mantenendo un approccio transazionale, vede nell’Artico una zona di sicurezza nazionale vitale per la protezione del continente americano e per il contenimento dell’espansionismo navale di Pechino.
Se l’orientamento generale è ormai tracciato, i dettagli tecnici e operativi della strategia nazionale verranno ufficializzati il 16 gennaio.
In quella data, il governo presenterà il documento sulla “Linea italiana sull’Artico”, che dovrebbe toccare tre punti chiave:
Ricerca Scientifica: Potenziamento della base “Dirigibile Italia” alle Isole Svalbard.
Sicurezza Energetica: Collaborazioni industriali per l’estrazione sostenibile di materie prime critiche.



