Chiara Ferragni prosciolta. “Ho chiamato subito mia mamma”.



Si chiude uno dei capitoli più mediatici e complessi per l’imprenditrice digitale Chiara Ferragni. La Procura ha stabilito il proscioglimento dalle accuse di truffa aggravata per i casi legati al pandoro Balocco Pink Christmas e alle uova di Pasqua.



La notizia è stata accolta con sollievo dalla Ferragni che, stando alle prime dichiarazioni, ha reagito con grande commozione: “Ho chiamato subito mia mamma”, ha confessato. Ha sottolineato la fine di un incubo durato oltre un anno, che ha segnato profondamente la sua immagine pubblica. Inoltre ha inciso sulla sua vita privata.

L’inchiesta era nata a seguito di una sanzione dell’Antitrust, ipotizzando che i consumatori fossero stati indotti a credere che l’acquisto dei prodotti griffati Ferragni contribuisse direttamente a una donazione benefica. Le indagini si sono concentrate sulla comunicazione. Questa era ritenuta inizialmente ingannevole.

Tuttavia, la decisione di prosciogliere l’imprenditrice indica che non sono stati ravvisati gli estremi del reato di truffa.

Prosciolta o Assolta? Facciamo chiarezza
Molti lettori confondono i due termini. Tuttavia, nel diritto italiano la differenza è sostanziale e riguarda il momento e la motivazione della decisione tecnica.

Il proscioglimento è una categoria “ampia”, che avviene solitamente durante la fase dibattimentale o prima che si arrivi a una sentenza definitiva di condanna.

Può essere pronunciato dal GUP (Giudice dell’Udienza Preliminare) con una sentenza di “non luogo a procedere”.
Il significato: In questo caso, il giudice stabilisce che non ci sono elementi sufficienti per proseguire con un processo. In altre parole, si “ferma” tutto prima che inizi il vero e proprio dibattimento in aula. Questo perché l’azione penale non doveva essere iniziata o perché il fatto non costituisce reato.

L’Assoluzione:
L’assoluzione, invece, arriva alla fine di un processo vero e proprio.
Solo al termine della fase dibattimentale, dopo che le prove sono state presentate, discusse e analizzate in aula.
Il giudice emette una sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste, l’imputato non lo ha commesso, o il fatto non costituisce reato. È il verdetto finale, che “pulisce” il merito della condotta dell’imputato dopo un esame completo.

Per Chiara Ferragni il proscioglimento rappresenta una vittoria legale significativa. In concreto, significa che non ci sarà un processo per truffa aggravata. Questo perché il caso è stato chiuso prima di arrivare in un’aula di tribunale per il dibattimento.

Dunque, Chiara Ferragni non è stata assolta. Chiara Ferragni è stata prosciolta per improcedibilità dell’azione penale per mancanza di querela.

Il giudice ha semplicemente deciso che il reato andava riqualificato da truffa aggravata a truffa semplice. Siccome per la truffa semplice è necessaria una querela di parte e non si può procedere d’ufficio e siccome manca una querela di parte in quanto le querele all’epoca presentate come quella del Codacons vi è stata una remissione di querela, a seguito del pagamento in sede civile di un risarcimento .

Oggi non può essere presentata dalle parti lese una querela in quanto sono decorsi i termini per poter presentare una querela . In caso di truffa semplice i termini per la presentazione della denuncia querela sono solo 90 giorni .

Questo non è accaduto e quindi si dice tecnicamente “dichiara non doversi procedere per difetto di querela”oppure“proscioglie l’imputata per improcedibilità dell’azione penale”