Vertice Meloni: Massima attenzione, ma nessun allarme gas

La Premier avverte: «È una crisi pericolosa». Intanto Tajani convoca l’ambasciatore iraniano: «Non siamo in guerra».

Il Governo italiano serra i ranghi di fronte all’aggravarsi della crisi in Medio Oriente. Al termine di un vertice d’urgenza a Palazzo Chigi, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tracciato una linea di estrema prudenza, definendo l’attuale congiuntura una «crisi pericolosa» per gli equilibri globali.

Tuttavia, sul fronte interno, il messaggio è volto alla calma: nonostante l’instabilità delle rotte commerciali, al momento non esiste un allarme gas per l’Italia.

Parallelamente al vertice, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha compiuto un passo formale significativo convocando l’ambasciatore iraniano a Roma.

L’obiettivo è duplice: chiedere moderazione per evitare un’escalation regionale e ribadire la posizione netta dell’Italia.

«Ho ribadito che l’Italia non è in guerra con nessuno», ha dichiarato Tajani a margine dell’incontro. «Chiediamo all’Iran di farsi parte attiva per la de-escalation. La nostra priorità è la protezione dei nostri militari nell’area e la stabilità del Mediterraneo».

Nonostante i timori per possibili ritorsioni o blocchi nello Stretto di Hormuz, il monitoraggio costante del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica rassicura i mercati.
Stoccaggi: Le riserve nazionali sono a livelli di sicurezza.
Diversificazione: Grazie agli accordi siglati negli ultimi due anni, la dipendenza dalle zone calde è diminuita.
Prezzi: Sebbene si registri una volatilità fisiologica, non si prevedono impennate drastiche nel breve termine.

La situazione resta fluida e l’attenzione del Governo rimane alta, con un coordinamento costante tra i partner del G7 e della NATO per gestire quella che la Premier Meloni ha descritto come una sfida cruciale per la sicurezza europea.