Teheran: “Non abbiamo ancora usato le armi migliori”.
Momenti di altissima tensione negli Emirati Arabi Uniti: un sospetto drone iraniano ha colpito la sede diplomatica statunitense a Dubai provocando un incendio.
La CNN conferma il rogo. Nel frattempo, il conflitto tra l’asse Usa-Israele e l’Iran entra nel suo quarto giorno di fuoco.
La guerra che sta sconvolgendo il Medio Oriente segna un nuovo, preoccupante capitolo. Nella tarda serata di martedì 3 marzo 2026, il consolato degli Stati Uniti a Dubai è stato avvolto dalle fiamme. Era stato colpito da quello che fonti dell’intelligence regionale, citate dalla CNN, definiscono un “sospetto drone iraniano”.
I video verificati dai media internazionali mostrano una densa colonna di fumo nero alzarsi dall’edificio diplomatico. Era visibile da diversi chilometri di distanza.
L’ufficio stampa di Dubai ha confermato l’incidente. Inoltre, ha precisato che le squadre di emergenza hanno domato il rogo in breve tempo.
Fortunatamente, al momento non si registrano feriti. Tuttavia, l’impatto simbolico e politico dell’azione è enorme: è la prima volta che una sede diplomatica americana viene colpita direttamente in territorio emiratino dall’inizio delle ostilità.
L’episodio di Dubai non è isolato. Nelle stesse ore, segnalazioni di incendi e attacchi simili sono arrivate anche da Riad, in Arabia Saudita. Qui, l’ambasciata statunitense è finita nel mirino della tecnologia droni di Teheran.
Dall’altro lato della barricata, l’offensiva di Israele e Stati Uniti non accenna a fermarsi. Secondo fonti locali, raid aerei israeliani avrebbero colpito la sede dell’Assemblea degli Esperti a Qom. Questo è l’organismo incaricato di eleggere la nuova Guida Suprema dopo la recente scomparsa dell’ayatollah Khamenei.
L’edificio sarebbe stato raso al suolo. Anche se risultasse evacuato al momento dell’impatto.
Mentre il bilancio delle vittime in Libano sale (oltre 40 morti nelle ultime 24 ore) e le borse europee bruciano miliardi a causa dell’impennata dei prezzi di petrolio e gas, l’Iran lancia un sinistro avvertimento. Un portavoce di Teheran ha dichiarato: “Non abbiamo ancora utilizzato le nostre armi e attrezzature più avanzate in questi primi giorni di conflitto”.
Dalla Casa Bianca, il presidente Donald Trump mantiene una linea di estrema fermezza. Ha dichiarato che le scorte di munizioni americane sono “illimitate” e che l’operazione continuerà finché le capacità militari iraniane non saranno del tutto neutralizzate.


