Lo scontro sulle Olimpiadi 2026: Sala e il caso della “Forza ICE”



Se la gestione ordinaria della sicurezza a Milano è già fonte di attrito, l’avvicinarsi dei Giochi Olimpici Invernali ha innalzato la tensione a livelli internazionali.

Al centro del caso c’è la notizia del possibile arrivo di agenti dell’ICE per supportare la sicurezza della delegazione USA (che includerebbe figure come il Vicepresidente JD Vance e il Segretario di Stato Marco Rubio).

Il Sindaco Giuseppe Sala ha reagito con estrema durezza alle indiscrezioni sulla presenza operativa dell’agenzia americana sul suolo milanese. Le sue critiche si muovono su due binari:

Sala ha definito l’ICE una “milizia che uccide”, facendo riferimento ai recenti e tragici fatti di cronaca negli Stati Uniti (come gli incidenti mortali durante i raid a Minneapolis). Secondo il Sindaco, i metodi aggressivi dell’agenzia sono strutturalmente incompatibili con la gestione democratica dell’ordine pubblico in Italia.

Sala ha espresso apertamente la sua sfiducia verso la gestione del Viminale, dichiarando: “Non mi sento tutelato dal Ministro Piantedosi”. Il timore è che si conceda spazio operativo a forze straniere che agiscono fuori dal controllo e dalle regole italiane.

La posizione del Governo e degli USA
Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha cercato di gettare acqua sul fuoco, definendo la polemica “basata sul nulla”. Il quadro delineato dal Governo è il seguente:

L’ICE non effettuerà arresti né pattugliamenti. La sicurezza sul territorio italiano resta prerogativa esclusiva delle forze dell’ordine nazionali.

Gli agenti americani, se presenti, avrebbero compiti limitati di “scorta passiva” e monitoraggio dei rischi legati alla criminalità transnazionale, agendo esclusivamente come supporto alla sicurezza diplomatica.

La questione non è solo istituzionale ma è diventata una protesta di piazza.

Esponenti del PD (come Alessandro Zan) e del M5S (Giuseppe Conte) hanno accusato il governo Meloni di “inchinarsi a Trump”, permettendo a quella che definiscono una “polizia privata” di sbarcare in Italia.

Sindacati e gruppi studenteschi hanno già annunciato manifestazioni a Roma e Milano per il 5 e 6 febbraio 2026, denunciando la “strategia del terrore” che l’ICE rappresenterebbe a livello globale.