Le assemblee nelle fabbriche lombarde promuovono l’ipotesi di accordo con oltre il 93% dei consensi. Ora l’attesa si sposta sul dato complessivo nazionale, atteso entro pochi giorni.
Il cuore industriale d’Italia ha dato il suo responso: i metalmeccanici della Lombardia promuovono a pieni voti l’ipotesi di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per il periodo 2024-2027. Al termine di una fitta serie di assemblee che ha coinvolto oltre 2.100 aziende e più di 120.000 lavoratori sul territorio regionale, il risultato è netto: il 93,23% dei votanti ha espresso parere favorevole.
La consultazione, svoltasi tra il 18 e il 20 febbraio 2026, ha confermato la compattezza della categoria in una regione chiave per il settore manifatturiero.
Aziende coinvolte: 2.109
Lavoratori interessati: 121.650
Percentuale di “Sì”: 93,23%
Secondo i vertici sindacali di Fim, Fiom e Uilm, il voto lombardo rappresenta un segnale inequivocabile di sostegno alla piattaforma unitaria, soprattutto per quanto riguarda le risposte fornite sul fronte del potere d’acquisto e della riduzione della precarietà.
Il rinnovo, siglato lo scorso novembre 2025 dopo una trattativa serrata, introduce novità sostanziali che entreranno nel vivo proprio in questo periodo:
Aumenti Salariali: È previsto un incremento complessivo dei minimi tabellari di circa 205 euro medi mensili (parametrati sul livello C3), distribuiti in tranche pluriennali fino al 2028.
Welfare Contrattuale: Dal 2026, il valore dei flexible benefits sale a 250 euro annui (rispetto ai precedenti 200).
Eccezionalmente per quest’anno, l’erogazione deve avvenire entro il mese di febbraio.
Lotta alla precarietà: Nuovi limiti per i contratti a termine e lo staff leasing. In particolare, dal 2026, i lavoratori somministrati che hanno operato presso la stessa azienda per oltre 48 mesi avranno diritto alla stabilizzazione.
Malattia figli: Introdotta un’indennità per la malattia dei figli fino a 4 anni, pari all’80% della retribuzione per tre giorni all’anno.
Mentre la Lombardia festeggia l’approvazione, il conteggio dei voti prosegue nel resto d’Italia. I dati parziali provenienti da altre regioni, come l’Abruzzo (dove in alcune realtà si sono sfiorati consensi vicini al 97%), lasciano presagire una conferma plebiscitaria anche a livello nazionale.
L’esito definitivo della consultazione è atteso entro la fine di questa settimana. Se, come previsto, il dato nazionale confermerà il trend lombardo, l’accordo diventerà pienamente esecutivo, garantendo stabilità a oltre 1,5 milioni di lavoratori in tutta Italia.
“È un risultato storico che rafforza i diritti e il salario in un momento di incertezza economica,” hanno commentato le sigle sindacali. “Il voto della Lombardia è il motore che spinge l’intero settore verso una nuova stagione di partecipazione e tutele.”


