Mattinata di forte tensione sui mercati energetici europei. Al TTF di Amsterdam, l’indice di riferimento per il continente, le quotazioni del gas naturale hanno aperto in netto rialzo, segnando un balzo del 7,5% e portandosi a quota 58,39 euro al megawattora.
Dopo una chiusura già turbolenta nella sessione precedente, il mercato del gas conferma il trend rialzista che sta caratterizzando questa prima settimana di marzo 2026.
L’incremento del 7,5% registrato in apertura riflette l’estrema volatilità del comparto energetico, con i trader che guardano con preoccupazione alla riduzione dei flussi e alle incertezze sugli approvvigionamenti futuri.
A spingere le quotazioni è soprattutto il deterioramento del quadro internazionale. Le recenti tensioni in Medio Oriente, culminate negli scontri che coinvolgono l’Iran e le minacce alla stabilità dello Stretto di Hormuz, pesano come un macigno sulla fiducia dei mercati.
Il rischio concreto di un blocco delle rotte del Gas Naturale Liquefatto (GNL) — in particolare quello proveniente dal Qatar — ha innescato una corsa agli acquisti per coprire il fabbisogno industriale ed evitare carenze negli stoccaggi, che in alcuni Paesi europei come la Germania mostrano livelli inferiori alla media stagionale.
Il ritorno sopra la soglia dei 58 euro rappresenta un segnale d’allarme per l’economia europea.
I settori energivori (vetro, acciaio, chimica) tornano a monitorare i costi di produzione, temendo un nuovo ciclo di “distruzione della domanda” se i prezzi dovessero stabilizzarsi su questi livelli.
Sebbene la stagione invernale volga al termine, un prezzo del gas così elevato si rifletterà inevitabilmente sulle bollette dei prossimi mesi e, indirettamente, sui costi dell’elettricità, ancora strettamente legati alle quotazioni del metano.
Gli analisti restano cauti. “Siamo di fronte a una tempesta perfetta dove la geopolitica domina sui fondamentali di mercato”, spiegano gli esperti.
Se il conflitto in Medio Oriente non mostrerà segni di de-escalation nelle prossime ore, non si esclude che il TTF possa testare la resistenza psicologica dei 60-65 euro/MWh già entro la fine della settimana.
