Turismo e guerra in Iran: un colpo da 100 milioni di euro

Il conflitto in corso in Iran sta provocando un vero e proprio terremoto nel settore del turismo organizzato.

Il settore del turismo sta vivendo un periodo di grande instabilità. In meno di un mese, le perdite stimate per le agenzie di viaggio italiane hanno già raggiunto la cifra record di 100 milioni di euro.

Ecco i punti principali per capire cosa sta succedendo:

L’impatto economico non riguarda solo i viaggi annullati verso l’Iran, ma l’intero sistema delle agenzie:
Ogni agenzia di viaggi ha perso circa 14.000 euro in tre settimane.



Oltre 7.000 prenotazioni sono state perse, posticipate o modificate.

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lavoro a dubai


Il 41% degli operatori ha dovuto spendere fondi propri per assistere i clienti bloccati o per trovare voli alternativi.

Il danno maggiore non è solo la paura della guerra, ma il blocco dei voli. L’Iran e i paesi vicini sono zone di passaggio obbligate per andare in Oriente.

Aeroporti fondamentali come Dubai, Doha e Abu Dhabi subiscono forti limitazioni.

È diventato difficile o molto costoso raggiungere mete come Maldive, Thailandia, Giappone e Australia, perché i voli devono cambiare rotta o vengono cancellati.

Chi aveva programmato un viaggio in Medio Oriente sta cambiando meta, cercando luoghi percepiti come “sicuri”:

Forti richieste per Canarie, Capo Verde, Stati Uniti e Caraibi.

Tengono bene le prenotazioni per Italia, Spagna e Grecia.

Anche paesi come l’Egitto (Mar Rosso) e la Turchia registrano un calo di circa il 10% a causa della vicinanza geografica al conflitto.

Se l’instabilità dovesse continuare per tutto il 2026, il settore teme un crollo dei fatturati superiore al 20%. Le associazioni di categoria (come Assoviaggi e Fiavet) chiedono l’intervento del Governo per sostenere le imprese colpite.