Starmer potrebbe dover fare un passo indietro e dimettersi

Keir Starmer durante un discorso ufficiale sul futuro del Regno Unito

Il premier britannico Starmer a un bivio: l’ombra di Andy Burnham e il caso Makerfield scuotono Downing Street.


Il governo guidato da Sir Keir Starmer sta affrontando la crisi più drammatica dalla sua nascita.

Secondo quanto riportato nelle ultime ore dal Daily Telegraph, il Primo Ministro britannico potrebbe essere costretto a fare un passo indietro e a dimettersi. In questo modo, si spianerebbe la strada alla successione a favore di Andy Burnham. Si tratta dell’attuale e popolarissimo sindaco della Greater Manchester.

Il catalizzatore di questo imminente terremoto politico è l’annuncio di elezioni suppletive nel collegio elettorale di Makerfield. Si tratta di una mossa studiata a tavolino per consentire a Burnham il rientro in Parlamento a Westminster. Questo è una condizione istituzionale imprescindibile per poter correre alla leadership del Partito Laburista. Di conseguenza, serve anche per aspirare alla guida del Paese.

Il piano per il ritorno di Burnham si è concretizzato con le dimissioni a sorpresa del deputato laburista in carica a Makerfield, Josh Simons. Simons ha dichiarato esplicitamente di farsi da parte per “lasciare spazio al cambiamento di cui il Paese ha disperatamente bisogno”. Egli ha anche indicato nel sindaco di Manchester l’unica figura in grado di guidare questa nuova fase.

Il Comitato Esecutivo Nazionale (NEC) del Labour ha già concesso a Burnham il nulla osta ufficiale per candidarsi alle suppletive. Secondo i programmi, queste si dovrebbero tenere entro la metà di giugno.

Ma la strada non è priva di insidie: le recenti elezioni locali hanno visto un crollo verticale dei laburisti. Inoltre, c’è stata una forte avanzata di Reform UK, il partito di Nigel Farage, che proprio nei distretti di Makerfield ha ottenuto risultati straordinari.

Tuttavia, i sondaggi interni indicano che il forte consenso personale di Burnham nel Nord-Ovest dell’Inghilterra rappresenta l’unica vera carta del Labour. Perciò, questo consenso potrebbe blindare il seggio e lanciare la scalata al governo nazionale.

Le indiscrezioni del Daily Telegraph arrivano al culmine di una settimana di caos politico a Londra. Questo caos è stato innescato dai disastrosi risultati del Labour alle urne locali in Scozia, Galles e Inghilterra.

La leadership di Starmer, giudicata ormai debole e priva di visione da un numero crescente di parlamentari (si parla di oltre cento deputati pronti alla rivolta), ha subìto un colpo durissimo con le dimissioni del Segretario alla Salute, Wes Streeting.

Streeting ha abbandonato il governo denunciando un “vuoto di direzione” a Downing Street. In aggiunta, ha esortato il premier a non ostacolare il rientro di Burnham chiedendo una competizione aperta per la leadership. Starmer, ormai troppo indebolito per bloccare la candidatura del sindaco di Manchester (come aveva fatto invece all’inizio dell’anno in un altro collegio), è stato costretto ad accettare gli eventi.

Se Andy Burnham dovesse vincere la sfida elettorale a Makerfield a giugno, la sua mozione di sfida contro Keir Starmer diventerebbe realtà. Secondo gli analisti di Westminster, i ministri più vicini al premier starebbero già negoziando una “transizione ordinata” dei poteri. Così, sperano di evitare una sanguinosa guerra interna che destabilizzerebbe i mercati e il Paese.

L’obiettivo dell’ala riformista del partito, che vede anche la Vicepremier Angela Rayner guardare con favore a una svolta, sarebbe quello di insediare un nuovo Primo Ministro entro la pausa estiva del Parlamento. In alternativa, ciò potrebbe avvenire al più tardi in occasione della conferenza annuale del Labour a settembre. Per Keir Starmer, l’orologio politico sembra ormai aver iniziato il suo conto alla rovescia.