Adinolfi arrestato per truffa ed evasione: come funzionava la “scommessa collettiva”

Tribunale, manette, martelletto soldi

A Roma la Guardia di Finanza ha arrestato Mario Adinolfi. Il politico è accusato di truffa ed evasione fiscale per la sua “scommessa collettiva”. La misura cautelare decisa è quella dei domiciliari

Un blitz della Guardia di Finanza questa mattina ha portato all’arresto di Mario Adinolfi, giornalista e leader del Popolo della Famiglia. Il politico, come evidenziato da molti giornali, è accusato di truffa ed evasione fiscale a causa della cosiddetta “scommessa collettiva”, ossia una sorta di betting group a cui venivano promessi guadagni attraverso delle puntate che poi non arrivavano.

Parliamo di una truffa con la quale era riuscito a raccogliere circa cinque milioni di euro da privati. A questa cifra bisogna aggiungere quella di 400mila euro di evasione fiscale contestata dagli investigatori. L’inchiesta è partita da alcuni servizi de Le Iene con cui le persone non avevano ottenuto alcun guadagno extra oppure la restituzione delle somme versate. Da qui è scattata una indagine da parte della Procura di Roma, che ha accertato quanto successo e dato il via libera alla misura cautelare ai domiciliari per Adinolfi. Le indagini proseguiranno nel corso delle prossime settimane per capire meglio quanto accaduto. Da sottolineare come il leader del Popolo della Famiglia ha sempre respinto le accuse sottolineando che le ricostruzioni fatte erano false e diffamatorie.

Come funzionava la sua “scommessa collettiva”

Come precisato in precedenza, le indagini sono partite da un servizio de ‘Le Iene’. Secondo quanto ricostruito dagli stessi inquirenti, Adinolfi convinceva alcune persone a scommettere su partite o altri eventi sportivi con la sicurezza di una vincita oppure la restituzione dei soldi in caso di una sconfitta. Un qualcosa che ha portato molte persone, magari anche in difficoltà economiche o fragili, a dargli dei soldi e questi poi sono andati persi. Infatti, stando alle ricostruzioni anche di diversi testimoni, i guadagni non sono arrivati e la somma di denaro data al politico non è tornata indietro.

Insomma, una truffa vera e propria che ha portato il leader di Popolo della Famiglia a guadagnare intorno ai 5 milioni di euro. Ma non è assolutamente finita qui visto che per la Procura di Roma lo stesso Adinolfi potrebbe magari avvicinare le persone che hanno denunciato e indurli ad una ritrattazione parziale o totale a causa delle vulnerabilità di questi soggetti con magari la promossa di denaro o di altri favori.

Una situazione che porterebbe al rischio di interferenza nell’inchiesta e per questo motivo si è deciso di adottare la misura cautelare dei domiciliari. Nel corso dei prossimi giorni si analizzerà nei dettagli la sua posizione e toccherà al magistrato decidere se convalidare il fermo oppure riportare il politico in libertà. Ma le accuse sono pesanti e in tutto questo ci sono anche 400mila euro non dichiarati che ha portato la Procura di Roma a contestargli l’evasione fiscale.

La posizione di Adinolfi

Per il momento non ci sono state reazioni da parte del legale di Adinolfi. Ma il giornalista in passato ha sempre respinto le accuse arrivate da ‘Le Iene’ e dalle persone che lo hanno denunciato parlando di ricostruzioni false e diffamatorie. Non è da escludere che nel giro di qualche ora ci possa essere anche un comunicato da parte del suo avvocato per chiarire meglio la posizione su questa vicenda.

Chi è Mario Adinolfi

Mario Adinolfi è molto conosciuto in Italia non solo per la sua carriera da giornalista. Nonostante anche l’esperienza in Rai come conduttore del TG1, la sua vita è stata dedicata in gran parte anche al mondo della politica. Una esperienza iniziata da giovanissimo con Democrazia Cristiana anche se la prima candidatura risale al 2001 quando decise di correre alle amministrative a Roma.

Dopo diversi anni trascorsi in piazza con l’obiettivo di vincere le proprie battaglie, Adinolfi ha deciso di ricandidarsi, ma questa volta alla Camera con il Partito Democratico. Una delle svolte della sua carriera è arrivata nel 2016 quando ha fondato il Popolo della Famiglia, un partito che ha come principale obiettivo una battaglia che lui da tempo sta combattendo: quella della famiglia tradizionale in ottica cristiana.

E proprio nei giorni scorsi per questo motivo Adinolfi era finito al centro di una polemica per essersi presentato al Pride con la bandiera d’Israele a Roma. A quel punto c’è stata un po’ di tensione con i presenti, ma la situazione è ritornata alla normalità dopo poco. Di certo ora per lui si apre un nuovo capitolo della vita e una nuova battaglia che molto probabilmente lo potrebbe vedere in Tribunale.

Da sottolineare come Adinolfi si è sempre dichiarato innocente e proverà nel corso delle prossime settimane a dimostrare il contrario. Si tratta comunque di una indagine ancora agli inizi e molto lunga e vedremo cosa succederà. Di certo le accuse sono pesanti e per il politico non si preannunciano giorni semplici tra polemiche e la misura cautelare ai domiciliari.