Attentato a Ranucci, indagato Valter Lavitola: le accuse contestate e la ricostruzione degli inquirenti

Il conduttore Ranucci in primo piano con la foto dell'attentato

Possibile svolta per quanto riguarda le indagini sull’attentato a Ranucci. Nel mirino è finito l’ex direttore de ‘L’Avanti’ Valter Lavitola. Ecco tutti i dettagli dell’inchiesta

L’indagine sull’attentato a Ranucci potrebbe essere arrivata ad una svolta. Tutto risale ormai a ottobre 2025 quando fuori l’abitazione del giornalista di Report a Pomezia c’è stata una forte esplosione. Fortunatamente non ci sono stati feriti (distrutta l’auto del conduttore), ma da quel momento è iniziata una lunga inchiesta che ha portato ad una scoperta davvero incredibile su chi nasconde dietro la dura azione nei confronti di uno dei conduttori più conosciuti del nostro Paese.

Stando alle ultime indiscrezioni, infatti, ad ordinare l’attentato sarebbe stato Valter Lavitola. L’ex direttore de L’Avanti, ora finito sotto inchiesta, avrebbe incaricato Clesio Tavares, uno storico dipendente del suo ristorante in zona Monteverde a reperire del materiale e farlo esplodere proprio davanti all’abitazione di Ranucci. Insomma, una svolta in questa inchiesta che potrebbe portare ad uno scenario ancora più critico rispetto al passato. Ora le indagini andranno avanti per capire meglio quanto sia realmente accaduto e se ci sono anche altre persone coinvolte nella vicenda oltre a quelle già fermate e indagate.

Attentato a Ranucci: la ricostruzione della vicenda

Per capire meglio quanto successo bisogna fare una lunga ricostruzione della vicenda. E’ passato ormai quasi un anno dall’attentato a Ranucci, ma si può dire che, stando alle carte, la programmazione è partita molto prima. Infatti, Lavitola avrebbe pensato di fare questo gesto diverso tempo fa tanto che a settembre 2025 lo stesso ex direttore de L’Avanti, insieme ad altre persone, avrebbe fatto un sopralluogo nei pressi dell’abitazione del giornalista a Pomezia.

Un controllo per capire meglio come agire e subito dopo sarebbe partita la pianificazione con l’acquisto del materiale esplosivo e non solo. La svolta nell’inchiesta è arrivata dopo le parole di una delle persone che è indagata per essere l’esecutore materiale del gesto. Pellegrino D’Avino avrebbe lasciato alcune dichiarazioni da condurre sulle tracce di Lavitola.

Stando alla conversazione intercettata dai carabinieri, D’Avino avrebbe chiesto al suocero di avvisare Gomes per farlo allontanare dall’Italia con Lavitola che si sarebbe interessato di tutto, anche delle sue spese legali. Insomma, un piano progettato nei minimi dettagli nel ristorante di proprietà dell’ex giornalista e con il coinvolgimento, come detto in precedenza, anche di un cameriere, che è stato incaricato di reperire il materiale utile a compiere il gesto. Al momento l’inchiesta è ancora nella sua fase iniziale e sono diversi i punti da chiarire e, quindi, bisognerà attendere i prossimi giorni per avere un quadro più chiaro.

Le accuse contestate a Lavitola

Le accuse contestate a Lavitola sono molto dure. L’indagine è in mano alla Direzione distrettuale antimafia di Roma e all’ex giornalista è contestato il reato di strage oltre che di concorso in detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo. Oltre che naturalmente minaccia, danneggiamento. Tutti aggravati dall’aver agito in più di cinque persone con modalità di tipo mafioso.

Al momento, come spiegato in precedenza, si è nel campo delle indagini e non si hanno assolutamente certezza. Le accuse però all’ex giornalista e imprenditore sono pesanti e bisognerà capire come si evolverà la situazione nel corso dei prossimi giorni e se ci saranno altre dichiarazioni.

Di certo ad oggi si ha un quadro davvero più chiaro sulla vicenda. Dietro l’attentato a Ranucci c’è un programma ancora più complicato che vede il coinvolgimento di un ex giornalista come Lavitola. I motivi si possono sicuramente ricondurre ai loro rapporti non proprio idilliaci. Per ora bisognerà capire come si evolverà la situazione nel prossimo futuro e se ci potranno essere delle novità o magari un coinvolgimento di altri individui. Per il momento, oltre all’imprenditore, sono finiti sotto inchiesta altre tre persone.

Cosa succede ora

Naturalmente l’indagine non si fermerà qui. Anzi si andrà avanti nel corso delle prossime settimane per capire meglio cosa è successo realmente in quelle settimane ed eventualmente il coinvolgimento di altre persone. La sensazione è che la vicenda non si è conclusa con l’iscrizione sul registro di Lavitola. Gli inquirenti sono al lavoro con l’obiettivo di chiarire meglio e arrivare ad una conclusione di una vicenda sicuramente molto delicata.

Come precisato in precedenza, il coinvolgimento dell’ex giornalista chiarisce sicuramente meglio l’accaduto e inizia a dare delle risposte importanti a distanza di quasi un anno da quella tragedia sfiorata. Ora bisognerà capire cosa si nasconde dietro a questo attacco e ad un gesto sicuramente molto grave. Le ipotesi sono diverse, ma da parte degli inquirenti si preferisce mantenere il massimo riserbo considerato anche il fatto che parliamo di una vicenda molto delicata.

Un quadro più chiaro lo si avrà nelle prossime ore. Ma il coinvolgimento di Lavitola ha aperto a scenari diversi rispetto a quelli pensati in un primo momento e solo in futuro capiremo cosa è realmente accaduto.