Messi saluta l’Argentina. Con un lungo post pubblicato sui social il giocatore annuncia la decisione di lasciare l’Albiceleste. I dettagli
Il racconto della carriera internazionale di un gigante del calcio moderno giunge al suo capitolo conclusivo. L’epilogo della storia tra la Selecciòn e il suo capitano e simbolo si consuma dopo un percorso straordinario durato oltre un ventennio. Le lacrime quel lontano 7 agosto 2005 (quando nel debutto contro l’Ungheria fu espulso a 40 secondi dal suo ingresso per una gomitata a un avversario), lacrime il più recente 20 luglio 2026: in mezzo 207 partite e 125 gol. Un bilancio numerico impressionante che serve a comprendere la portata di un’esperienza atletica e umana senza eguali nel panorama sportivo mondiale.
La decisione definitiva di chiudere questa lunghissima parentesi è arrivata al termine dell’ultima grande competizione continentale e iridata. Messi ha voluto affidare ai propri canali comunicativi un messaggio sincero per spiegare ai tifosi di tutto il mondo i motivi che lo hanno spinto a fare un passo indietro, lasciando spazio alle nuove generazioni di talenti argentini che stanno emergendo.
Il messaggio di addio sui social network
Attraverso una lunga dichiarazione diffusa sulla propria pagina ufficiale, il fuoriclasse sudamericano ha espresso tutte le emozioni legate a una scelta matura ma inevitabilmente sofferta. Il testo rappresenta una vera e propria testimonianza d’amore verso i colori della propria patria, ripercorrendo la passione e l’impegno profusi dal primo all’ultimo giorno di convocazione.
“Dopo il tempo trascorso dalla finale e dopo averci riflettuto a lungo, voglio far sapere a tutti che lascio la Nazionale… È stata una decisione dolorosa — e che fa ancora male nel profondo — ma capisco che è arrivato il momento. Vi giuro che ho sempre dato tutto me stesso: non solo in questi ultimi anni in cui abbiamo vinto tutto, ma anche prima. Ho sempre lottato e dato l’anima in campo per questa maglia, per regalarvi gioia e farvi sentire orgogliosi di essere argentini attraverso il calcio. Il tempo scorre, i capitoli si chiudono, e questo è un capitolo che mi addolora profondamente. Amo, ho amato e amerò sempre far parte della Nazionale. Ho dato tutto ciò che avevo; non mi è rimasto più nulla da dare e, d’altronde, stanno emergendo grandi giovani che meritano di essere qui”.
Queste parole manifestano con chiarezza la dedizione totale garantita dall’atleta in ogni singola partita giocata. L’attaccante ha ribadito come il suo contributo non sia mai dipeso dai risultati immediati, ma dal profondo senso di appartenenza che lo ha guidato sia nei momenti di trionfo sia nelle sconfitte più amare.
Le parole di gratitudine per il popolo argentino e la famiglia
Oltre alla lettera, sono state condivise anche delle immagini riassuntive che ripercorrono la traiettoria del campione fin da quando muoveva i primi passi nei campi di periferia, passando per le giovanili fino ai palcoscenici internazionali più prestigiosi. Un filmato che sintetizza vent’anni di giocate memorabili e trofei sollevati al cielo.
La seconda parte del messaggio diffuso dall’attaccante si concentra sui ringraziamenti rivolti a tutti coloro che lo hanno sostenuto lungo questo percorso spesso caratterizzato da forti pressioni mediatiche e ambientali:
“Grazie per tutto l’affetto ricevuto in questi 20 anni – continua nella sua lettera -. Mi mancherà tantissimo sentirvi dagli spalti mentre sono in campo. Ora sarò uno di voi, a tifare e sostenere la squadra dall’esterno (nei momenti belli e in quelli brutti, soprattutto in quelli brutti). Grazie alla mia famiglia per esserci sempre stata, per avermi accompagnato in questo viaggio così bello e, al contempo, così difficile. Grazie a ogni allenatore, compagno di squadra e dirigente con cui ho condiviso questo percorso. Porto con me ricordi e momenti indimenticabili. Vado via con la serenità e l’orgoglio di avervi regalato — insieme ai miei compagni — momenti che un tempo potevamo solo sognare. È stata una esperienza incredibile viverla con tutti voi. Vi voglio bene! Grazie, Dio, per avermi reso argentino. Forza Argentina!”
Il fuoriclasse ha voluto specificare anche la tempistica precisa della stesura di queste righe, evidenziando la fermezza delle proprie convinzioni nonostante i recenti e tristi avvenimenti personali che lo hanno colpito negli ultimi giorni:
“Ho scritto queste parole il 21 luglio, due giorni dopo la finale. Oggi, dopo quanto accaduto a mio padre, ne sono ancora più convinto di prima”.
Dalle amarezze iniziali alla gloria finale: il bilancio in maglia albiceleste
Il legame tra il popolo argentino e la sua stella principale è stato caratterizzato da alti e bassi memorabili. L’esordio giovanile, segnato dall’espulsione immediata nei minuti iniziali di gioco, sembrava il presagio di un rapporto complesso con i colori nazionali. Per molti anni, infatti, le finali perse nelle competizioni continentali e mondiali avevano alimentato un dibattito acceso circa la capacità del giocatore di trascinare il gruppo verso il titolo supremo.
Tuttavia, la perseveranza di Messi ha permesso di ribaltare ogni critica. Negli ultimi anni di carriera, il gruppo guidato dal fuoriclasse rosarino è riuscito ad inanellare una serie di successi storici, spezzando un digiuno di trofei che durava da decenni e conquistando la vetta del calcio globale. Questa trasformazione ha consolidato la figura dell’attaccante nell’immaginario collettivo dell’Argentina, appaiandolo ai più grandi miti della storia sportiva del Paese.
Ora si apre una fase del tutto nuova sia per la squadra nazionale, chiamata a trovare un nuovo assetto tattico e carismatico senza il proprio numero dieci, sia per il giocatore stesso, concentrato sulle fasi finali della propria attività con i club di appartenenza. L’eredità lasciata dal capitano resta una traccia indelebile per tutti i giovani calciatori che vestiranno in futuro la divisa della Selecciòn.