La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ribadito oggi in Senato, in vista del prossimo Consiglio Europeo, la ferma posizione del Governo italiano sul conflitto in Ucraina e sulla crisi in Medio Oriente, toccando anche il dossier della prospettiva di pace a Gaza e il ruolo degli Stati Uniti.
Riconfermando il “pieno e determinato sostegno” all’Ucraina e al suo popolo, la premier ha tuttavia messo un punto fermo sull’impegno militare diretto dell’Italia, chiarendo in modo netto che non sarà previsto l’invio di soldati italiani sul territorio ucraino.
“Ciascuna Nazione contribuirà a questi sforzi nella misura in cui potrà e riterrà necessario,” ha dichiarato Meloni, riferendosi all’architettura di sicurezza che si sta delineando per l’Ucraina, che include un meccanismo di assistenza modellato sull’articolo 5 del Patto Atlantico e una componente di “rassicurazione” prevista dalla cosiddetta “coalizione dei volenterosi”.
Su quest’ultima, la premier ha precisato: “L’Italia ha già chiarito che non prevede l’invio di propri soldati in territorio ucraino”. La posizione del Governo, come già espresso in passato, è quella di continuare a fornire supporto a Kiev, ma escludendo un coinvolgimento diretto di truppe sul campo.
Medio Oriente: Il Ruolo di Trump e la Condizione per la Pace a Gaza
Passando al Medio Oriente, Meloni ha riservato parole di apprezzamento per l’operato del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, definendo il suo piano sulla regione un “indiscutibile successo”.
Riguardo alla prospettiva di pace a Gaza, la Presidente ha ribadito una precondizione chiara per il riconoscimento dello Stato di Palestina: “Hamas deve accettare di non avere alcun ruolo e deve essere disarmato,” ha affermato con fermezza. La premier ha sottolineato come la sicurezza e la stabilità a lungo termine passino necessariamente per il disarmo e l’esclusione di Hamas da qualsiasi futuro ruolo di governo nel territorio, aprendo la strada a una soluzione politica duratura.
Le comunicazioni della Presidente del Consiglio hanno quindi tracciato una linea netta, caratterizzata da un continuo impegno diplomatico e di sostegno internazionale, ma con una chiara delimitazione del coinvolgimento militare italiano nei fronti di crisi.
