L’accusa di Zelensky: Spionaggio satellitare russo per conto di Teheran



Secondo Zelensky, che ha citato rapporti dell’intelligence militare ucraina (HUR), la Russia starebbe utilizzando la propria costellazione satellitare per monitorare e fotografare obiettivi strategici nel Golfo Persico e in Medio Oriente.

Tra i siti monitorati figurerebbero la base congiunta USA-UK di Diego Garcia nell’Oceano Indiano, la base aerea di Al Udeid in Qatar, la base di Prince Sultan in Arabia Saudita e diverse infrastrutture in Kuwait e Turchia.

Zelensky ha sottolineato come, nell’esperienza ucraina, questo tipo di sorveglianza sia il preludio quasi certo di un attacco. “Quando un obiettivo viene fotografato ripetutamente, sappiamo cosa significa: si stanno preparando a colpire”, ha dichiarato il leader ucraino durante la sua recente visita in Qatar.

Zelensky ha descritto questa collaborazione come una forma di ricatto internazionale.

Mosca starebbe offrendo queste informazioni a Teheran non solo per destabilizzare l’area e distogliere l’attenzione occidentale dall’Ucraina, ma anche come merce di scambio.

“La Russia dice: ‘Smetteremo di dare informazioni all’Iran se l’America smette di condividere intelligence con l’Ucraina’. È un ricatto puro”, ha affermato Zelensky.

Le rivelazioni di Kiev arrivano in un momento di estrema tensione, con il conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti che continua a mietere vittime.

Il presidente ucraino ha criticato aspramente ogni ipotesi di allentamento delle sanzioni contro il Cremlino, evidenziando il paradosso di una Russia che beneficia di concessioni diplomatiche mentre aiuta attivamente a colpire le basi dei paesi che quelle concessioni le promuovono.

In risposta a questa minaccia, l’Ucraina ha iniziato a offrire la propria esperienza tecnologica (specialmente nei droni e nella difesa aerea) ai paesi del Golfo, firmando accordi di sicurezza con Arabia Saudita e Qatar.

Da Mosca, il portavoce Dmitry Peskov ha respinto le accuse, definendole “fake news”. Tuttavia, il rafforzamento dell’asse Mosca-Teheran già evidente nella fornitura di droni *Shahed* russi e componenti iraniane suggerisce che la cooperazione militare abbia ormai raggiunto un livello di integrazione profondo e pericoloso per la stabilità globale.