Kiev sotto il fuoco dei Kinzhal: notte di terrore e diplomazia al bivio



L’Ucraina si risveglia sotto il trauma di una nuova, massiccia ondata di attacchi russi

. Nella notte tra il 26 e il 27 dicembre, la capitale e diverse regioni del Paese sono state bersaglio di un’offensiva aerea che ha visto l’impiego dei temuti missili ipersonici Kinzhal, capaci di bucare gran parte delle difese convenzionali. Mentre le sirene antiaeree squarciavano il silenzio festivo, il bilancio provvisorio parla di distruzione e una nuova emergenza umanitaria in pieno inverno.

Secondo le autorità locali, l’attacco è stato particolarmente violento nel distretto di Bila Tserkva, dove si registra almeno una vittima (una donna di 47 anni), e nella stessa Kiev, dove il sindaco Vitaliy Klitschko ha confermato il ferimento di almeno 22 persone, tra cui due bambini.

L’obiettivo strategico appare ancora una volta la rete energetica, già duramente provata. I danni agli edifici residenziali e alle sottostazioni elettriche hanno lasciato migliaia di cittadini senza luce e riscaldamento, con temperature che in queste ore sfiorano lo zero. I soccorritori sono al lavoro tra le macerie per domare gli incendi divampati nei magazzini e nei complessi abitativi colpiti dai detriti dei missili intercettati.

Mentre sul campo si contano i danni, la diplomazia internazionale vive ore frenetiche. È prevista per oggi una call urgente tra la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, alla quale parteciperanno i principali leader dell’UE.

L’assenza di Donald Trump da questo specifico colloquio europeo sottolinea una crescente divergenza tattica tra le due sponde dell’Atlantico.

Se da un lato l’Europa ribadisce il sostegno incondizionato a Kiev per evitare che la Russia “detti le condizioni”, dall’altro il presidente americano (eletto nel 2024 e in carica) si prepara a un incontro bilaterale decisivo proprio domani, 28 dicembre, a Mar-a-Lago.

“Penso che abbiamo buone possibilità di risolvere il conflitto”, ha dichiarato Trump al New York Post, dicendosi ottimista sulla possibilità di un accordo rapido tra Mosca e Kiev, basato su un piano in 20 punti già inviato al Cremlino.

L’attacco di questa notte viene letto da molti analisti come un segnale di “pressione estrema” da parte di Vladimir Putin proprio alla vigilia dei negoziati mediati dagli USA.

L’Europa, dal canto suo, cerca di blindare la posizione di Zelensky prima del faccia a faccia in Florida, temendo che un accordo lampo possa sacrificare la sicurezza a lungo termine del continente.