Virus Nipah in India, allerta altissima

In India, l’attenzione sanitaria internazionale è attualmente concentrata su un nuovo focolaio del virus Nipah (NiV) nello Stato del Bengala Occidentale, in particolare nell’area di Barasat (vicino a Calcutta).



Sebbene il numero di casi confermati sia al momento contenuto (5 persone, tra cui medici e infermieri), la soglia di allerta è altissima poiché circa 100 persone sono state poste in quarantena preventiva per contenere la potenziale diffusione del patogeno.

Le autorità sanitarie indiane hanno attivato protocolli d’emergenza dopo che un focolaio di Nipah è emerso in un ospedale privato a Barasat. Il timore principale deriva dall’altissimo tasso di letalità del virus e dalla sua capacità di trasmettersi tra esseri umani in contesti ospedalieri.

I punti chiave del focolaio:
Casi confermati: Al 27 gennaio 2026, si contano 5 casi ufficiali. Il contagio ha colpito direttamente il personale sanitario (un medico e tre infermiere) che ha assistito un paziente sospetto, deceduto prima della diagnosi definitiva.

Isolamento di massa: Circa 100 contatti stretti dei pazienti infetti sono stati posti in isolamento domiciliare o ospedaliero. Di questi, circa 30 sono monitorati costantemente per la comparsa di sintomi.

Reazione Internazionale: Paesi come Thailandia, Nepal e Taiwan hanno già introdotto controlli della temperatura e screening sanitari negli aeroporti per i viaggiatori provenienti dal Bengala Occidentale.

Cos’è il Virus Nipah?
Il Nipah è un virus zoonotico (trasmesso dagli animali all’uomo) considerato dall’OMS tra i patogeni prioritari a potenziale epidemico, insieme a Ebola e SARS.

Vettori: Il serbatoio naturale sono i pipistrelli della frutta (Pteropus). Il contagio può avvenire mangiando frutta contaminata dalla loro saliva o urina, oppure tramite il contatto con maiali infetti.

Mortalità: È estremamente pericoloso, con un tasso di letalità stimato tra il 40% e il 75%.

Sintomi: Inizia come una forte influenza (febbre, mal di testa, dolori muscolari), ma può evolvere rapidamente in encefalite (infiammazione del cervello) o gravi problemi respiratori, portando al coma in 24-48 ore.

Perché la situazione è sotto stretto monitoraggio?
A differenza di altri virus, per il Nipah non esistono vaccini né cure specifiche; il trattamento è puramente di supporto. La preoccupazione delle autorità nel gennaio 2026 risiede nella natura “nosocomiale” (ospedaliera) del contagio attuale: quando il virus dimostra di potersi trasmettere da uomo a uomo in contesti medici, il rischio di una diffusione più ampia aumenta drasticamente.

Nonostante l’allarme, gli esperti sottolineano che il Nipah non è trasmissibile via aerea come il COVID-19, ma richiede un contatto stretto con fluidi corporei, il che rende i focolai più facili da circoscrivere se identificati in tempo.