L’Europa ha un leader, e parla spagnolo: la lezione di pragmatismo di Pedro Sánchez.
Mentre gran parte del Vecchio Continente si ripiega su se stesso, tra retoriche identitarie e muri di filo spinato, la Spagna di Pedro Sánchez ha appena compiuto un passo che non ha precedenti nella storia recente europea. Con un decreto reale, il governo di Madrid ha deciso di regolarizzare 500.000 migranti, trasformando quella che molti definiscono una “minaccia” in una colonna portante del futuro del Paese.
Non è un regalo, è visione
Diciamolo chiaramente: questa misura non è un atto di carità cristiana o un “regalo” piovuto dal cielo. È il risultato di una visione politica pragmatica e illuminata, esattamente ciò che latita in una classe dirigente italiana spesso percepita come retrograda e “vecchissima” nelle idee.
Sánchez e la ministra dell’Inclusione, Elma Saiz, non hanno fatto altro che prendere atto della realtà. Invece di ignorare migliaia di persone che già vivono, lavorano e abitano il territorio spagnolo, hanno deciso di legalizzare la loro posizione per il bene comune.
La regolarizzazione (rivolta a chi si trovava in Spagna prima del 31 dicembre, per almeno cinque mesi e senza precedenti penali) colpisce nel segno tre criticità strutturali delle società moderne.
Contrasto al declino demografico: In un’Europa che invecchia, la Spagna sceglie di ringiovanire la propria forza lavoro.
Sottrarre 500.000 persone all’ombra dell’illegalità significa eliminare i “fantasmi”, garantendo loro diritti e, allo stesso tempo, chiedendo il rispetto dei doveri.
Si combatte l’atavica carenza di manodopera, permettendo a queste persone di contribuire fiscalmente alla tenuta del sistema di welfare nazionale.
Il confronto con l’Italia è impietoso. Mentre a Roma si discute di centri in Albania, respingimenti e criminalizzazione, Madrid risponde con una politica economicamente conveniente. Non è solo una questione di umanità, è una questione di numeri: la Spagna cresce quattro volte più velocemente della media europea, dimostrando che l’accoglienza gestita non è un costo, ma un investimento.
C’è un abisso siderale, politico e umano, che separa questa visione dal 99% della destra italiana. Da una parte la ghettizzazione, dall’altra l’integrazione contrattuale.
“Loro sequestrano bambini, uccidono, terrorizzano. Noi rispondiamo dando loro i documenti”.
Questa sintesi evidenzia la distanza tra due mondi: quello che usa la paura come arma elettorale e quello che usa la legge come strumento di civiltà. La Spagna è trent’anni avanti.
