Cancro orale: conoscerlo per prevenirlo. Perché la nostra bocca parla della nostra salute

Il 4 febbraio si celebra la Giornata Mondiale contro il Cancro.

Dedicare una giornata al cancro serve soprattutto a riportare l’attenzione su un tema che riguarda tutti, direttamente o indirettamente. Il cancro non è solo una malattia, ma un insieme di patologie molto diverse tra loro, che hanno però un elemento in comune: la prevenzione e la diagnosi precoce possono fare la differenza.

Questa giornata è un’occasione per informare, sensibilizzare e ricordare che molte forme di tumore, se intercettate in tempo, oggi possono essere curare con risultati importanti. Su questa giornata e in particolare su una forma di cancro di cui si parla poco, come quella orale, facciamo chiarezza con il dottor Massimiliano Rea, odontoiatra presso il Poliambulatorio Medico Odontoiatrico Erreesse di Ferrara.

Dottor Rea, quando si parla di cancro, spesso si pensa ad altri organi: perché è importante includere anche la salute della bocca?

La bocca è spesso dimenticata quando si parla di prevenzione oncologica, eppure è una parte del corpo facilmente osservabile e direttamente collegata a funzioni fondamentali come mangiare, parlare e respirare. Il cancro orale esiste, è tutt’altro che raro e, soprattutto, può essere individuato precocemente se si presta attenzione ai segnali. Includere la salute orale nel discorso sul cancro significa colmare un vuoto informativo ancora troppo grande.

 Che cos’è il cancro orale e quali parti della bocca può colpire?

Con il termine cancro orale si indicano i tumori che possono svilupparsi nel cavo orale: lingua, gengive, guance, pavimento della bocca, palato e labbra. Si tratta nella maggior parte dei casi di carcinomi che originano dalle cellule della mucosa orale, cioè il rivestimento interno della bocca.

 Quanto è diffuso il cancro del cavo orale e perché se ne parla ancora troppo poco?

Il cancro orale non è una patologia rara, soprattutto in alcune fasce di popolazione. Tuttavia se ne parla poco perché spesso viene diagnosticato in fase avanzata, quando i sintomi diventano evidenti e più gravi. Inoltre, non esistendo una vera “campagna di screening” dedicata come per altri tumori, la consapevolezza rimane bassa.

Quali sono i principali fattori di rischio?

I principali fattori di rischio sono fumo di sigaretta, consumo eccessivo di alcol, associazione tra fumo e alcol, scarsa igiene orale e alcuni stili di vita non salutari. Negli ultimi anni ha assunto un ruolo importante anche l’infezione da Papilloma Virus (HPV), soprattutto per i tumori dell’orofaringe.

Quali sono i campanelli d’allarme nella bocca che non andrebbero mai sottovalutati?

I segnali più importanti sono ulcere o ferite che non guariscono, macchie bianche o rosse sulle mucose, ispessimenti, sanguinamenti inspiegabili, dolore persistente, difficoltà a masticare o a deglutire, sensazione di corpo estraneo in bocca. Anche un cambiamento improvviso nell’aspetto della lingua o delle gengive merita attenzione.

 Dopo quanto tempo una lesione persistente dovrebbe spingerci a consultare un professionista?

In generale, qualsiasi lesione che non guarisce entro due settimane dovrebbe essere valutata. Non significa automaticamente tumore, ma è il tempo oltre il quale è prudente approfondire e non rimandare.

 Perché i controlli odontoiatrici non servono solo a curare carie o gengive?

La visita odontoiatrica è uno dei momenti migliori per osservare in modo accurato tutta la bocca, non solo i denti. Durante un controllo vengono esaminate le mucose, la lingua, il pavimento orale e le gengive. Questo rende l’odontoiatra una figura chiave anche nella prevenzione oncologica.

In che modo l’odontoiatra può intercettare precocemente un tumore orale?

Attraverso l’osservazione clinica e l’esperienza. Riconoscere una lesione sospetta nelle fasi iniziali significa poter avviare rapidamente gli accertamenti necessari. La diagnosi precoce, in questi casi, aumenta in modo significativo le possibilità di cura.

 Che cos’è il Papilloma Virus (HPV) e quanto è diffuso?

L’HPV è un virus molto comune, con numerosi ceppi diversi. La maggior parte delle persone entra in contatto con il virus almeno una volta nella vita, spesso senza saperlo, perché nella maggioranza dei casi l’infezione è transitoria e asintomatica.

Che relazione c’è tra HPV e i tumori del cavo orale e dell’orofaringe?

Alcuni ceppi di HPV sono associati allo sviluppo di tumori dell’orofaringe, in particolare a livello delle tonsille e della base della lingua. Negli ultimi anni questi tumori sono aumentati, anche in persone giovani e senza i classici fattori di rischio come fumo e alcol.

 Ci sono segnali specifici legati all’HPV che possono comparire in bocca?

Non sempre. In alcuni casi possono comparire piccole lesioni o verruche, ma spesso l’infezione non dà segni evidenti. Per questo è importante il controllo clinico periodico.

 La prevenzione dell’HPV ha un ruolo anche nella prevenzione dei tumori orali?

Sì. La vaccinazione contro l’HPV, raccomandata soprattutto in età giovanile, rappresenta uno strumento importante di prevenzione anche per i tumori dell’area orale e orofaringea. 

 Qual è il messaggio più importante in questa Giornata Mondiale contro il Cancro?

Il messaggio è semplice: la prevenzione salva la vita. Prestare attenzione ai segnali del corpo, non sottovalutare i sintomi e sottoporsi a controlli regolari può davvero fare la differenza.

 Se dovesse dare un solo consiglio pratico per proteggere la salute della bocca, quale sarebbe?

Non aspettare il dolore. Osservare la propria bocca e fare controlli periodici è un gesto semplice che può avere un impatto enorme sulla salute, non solo dei denti, ma dell’intero organismo.