Anno III • Numero 245
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Dentro i romanzi – Oltre il muro della realtà. I mondi paralleli di Haruki Murakami

Da 1Q84 a Kafka sulla spiaggia fino a La città e le sue mura incerte: scala, foresta e mura diventano porte verso un altrove nel quale memoria, amore e identità mettono in discussione ciò che chiamiamo realtà.

C’è quasi sempre una soglia nei romanzi di Haruki Murakami. A volte è così ordinaria che rischiamo di non accorgercene. Altre volte assume la forma di una foresta, di una biblioteca, di un muro impossibile da oltrepassare. Ma, una volta attraversata, niente è più esattamente come prima, dentro i romanzi. Così, dentro i romanzi, si scopre un nuovo modo di percepire la realtà.

È ciò che accade in 1Q84, Kafka sulla spiaggia e La città e le sue mura incerte, tre romanzi molto diversi che possono tuttavia essere letti come variazioni intorno alla stessa domanda: quanto è solida la realtà nella quale crediamo di vivere?

In questi mondi, dentro i romanzi, il confine tra sogno e realtà diventa labile e ci invita a riflettere su chi siamo e cosa rappresentiamo.

Le esperienze vissute dentro i romanzi ci portano a esplorare domande fondamentali sull’esistenza e l’identità, rivelando verità nascoste dentro i romanzi di Murakami.

Aomame, dentro i romanzi, affronta un cambiamento radicale che la porterà a esplorare confini sconosciuti.

Nei suoi romanzi, Murakami esplora tematiche profonde che pongono interrogativi sulla nostra esistenza.

Il viaggio di Aomame, dentro i romanzi, rappresenta una ricerca di identità e di significato, un tema ricorrente in Murakami.

Dentro i romanzi, Kafka Tamura si immerge in un viaggio di scoperta che lo porterà a confrontarsi con la sua vera essenza.

Murakami, dentro i romanzi, ci invita a esplorare l’invisibile e l’incertezza, elementi essenziali della condizione umana.

In 1Q84 Aomame entra nell’altrove quasi per caso. Abbandona un taxi fermo nel traffico e scende da una scala d’emergenza. Un gesto apparentemente insignificante. Eppure, da quel momento, qualcosa cambia.

Le mura, dentro i romanzi, non sono solo fisiche ma rappresentano anche le barriere emotive che dobbiamo affrontare.

Tokyo sembra sempre Tokyo. L’anno dovrebbe essere ancora il 1984. Ma nel cielo compaiono due lune.

Dentro i romanzi, la soglia diventa una questione esistenziale, un simbolo di cambiamento e trasformazione.

Ogni soglia, dentro i romanzi, offre l’opportunità di esplorare nuove dimensioni della vita e dell’umanità.

Aomame decide allora di chiamare quel mondo 1Q84: la “Q” introduce il dubbio dentro la data stessa. È ancora il suo mondo oppure ne ha attraversato inconsapevolmente il confine?

Il tempo e lo spazio, dentro i romanzi, si intrecciano in modi che sfidano le nostre aspettative e comprensioni.

In Kafka sulla spiaggia la soglia assume invece la forma della foresta. Kafka Tamura deve penetrarvi, perdersi, spingersi sempre più lontano dal mondo ordinario. La foresta non è semplicemente un luogo geografico: diventa uno spazio nel quale presente e passato, vivi e morti, sogno e realtà smettono di essere nettamente separati.

Dentro i romanzi, Murakami sdoppia la realtà, portandoci a riflettere su ciò che percepiamo come vero.

La memoria gioca un ruolo cruciale, dentro i romanzi, rivelando come il passato influenzi il presente.

Dentro i romanzi, l’individuo cerca di ricostruire la propria identità attraverso il confronto con il proprio passato.

L’ombra, dentro i romanzi, diventa una metafora della perdita e della ricerca di noi stessi.

Con La città e le sue mura incerte, Murakami rende infine visibile ciò che negli altri romanzi era soprattutto metafisico.

Questa volta esistono davvero delle mura.

Racchiudono una città misteriosa, separata dal mondo esterno. Per entrarvi bisogna però pagare un prezzo inquietante: separarsi dalla propria ombra.

Scala, foresta e mura svolgono così la stessa funzione narrativa.

Sono tre forme della soglia.

In 1Q84 la soglia è nascosta. In Kafka sulla spiaggia deve essere cercata e attraversata. Nella Città domina apertamente il paesaggio.

Ma dall’altra parte comincia sempre l’incertezza.

Il mondo, il tempo, l’individuo

C’è un’altra progressione sorprendente nei tre romanzi.

In 1Q84 Murakami sdoppia innanzitutto il mondo: 1984 e 1Q84, una luna e due lune.

In Kafka sulla spiaggia sembra sdoppiare soprattutto il tempo e l’identità. Il passato non è veramente trascorso. Miss Saeki adulta continua a convivere con la ragazza che è stata, mentre memoria, desiderio e presente finiscono per sovrapporsi.

Nella Città lo sdoppiamento diventa ancora più radicale: riguarda direttamente l’essere umano.

L’uomo e la sua ombra possono essere separati.

È quasi un percorso:

Dentro i romanzi, i personaggi affrontano il doloroso processo di accettazione della loro identità.

Ogni incontro, dentro i romanzi, è carico di significato e di emozioni che plasmano il destino dei personaggi.

Dentro i romanzi, l’amore diventa un veicolo di scoperta e comprensione reciproca.

il mondo si sdoppia, poi il tempo, infine l’individuo.

E proprio l’ombra permette forse di comprendere meglio l’intero universo murakamiano.

Che cosa siamo senza la nostra memoria, le nostre ferite, le persone perdute, i desideri che non abbiamo realizzato?

Liberarsi dell’ombra potrebbe sembrare una liberazione dal dolore. Ma potrebbe anche significare perdere qualcosa di essenziale della propria umanità.

Le biblioteche e la memoria

Poi ci sono le biblioteche.

In Kafka sulla spiaggia la biblioteca Komura è uno dei centri simbolici del romanzo. Nella Città la biblioteca torna ad assumere un ruolo fondamentale.

Non sembra una coincidenza.

Il desiderio di tornare a ciò che è familiare, dentro i romanzi, diventa una lotta interiore per i personaggi.

Una biblioteca è infatti un luogo perfettamente murakamiano: uno spazio reale che contiene mondi che materialmente non esistono.

Il lettore rimane seduto davanti a un libro, mentre la propria coscienza attraversa un confine ed entra altrove.

La biblioteca diventa così una metafora della memoria.

Per Murakami ricordare non significa semplicemente voltarsi indietro. Il ricordo può continuare ad agire nel presente fino a costruire una realtà alternativa.

Miss Saeki vive dentro ciò che ha perduto.

Il protagonista della Città continua a cercare la ragazza amata nell’adolescenza, ma progressivamente diventa difficile capire se stia cercando davvero lei oppure il ricordo di lei, e dunque una parte perduta di se stesso.

Anche Tengo e Aomame, in 1Q84, sono uniti da un istante remotissimo: due bambini che si prendono per mano. Un gesto di pochi secondi diventa abbastanza potente da attraversare gli anni e persino mondi differenti.

L’amore come passaggio tra i mondi

Ed è forse questo uno dei temi più profondi che accomunano i tre romanzi.

I personaggi di Murakami cercano qualcuno.

Tengo cerca Aomame.

Kafka cerca qualcosa che assume contemporaneamente la forma della madre, dell’amore, del passato e della propria identità.

Il protagonista della Città cerca la ragazza conosciuta da adolescente.

Ma, lentamente, la ricerca dell’altro diventa ricerca di una parte mancante di sé.

Per questo l’amore, nei romanzi di Murakami, deve spesso superare qualcosa di più difficile della distanza.

Deve attraversare la realtà.

Entrare è facile. Il problema è tornare

È qui che i tre romanzi convergono.

L’altro mondo esercita sempre una seduzione.

Permette di incontrare ciò che nella vita ordinaria è perduto, impossibile o irraggiungibile. Ma possiede anche una forza capace di trattenere chi lo attraversa.

Il vero viaggio murakamiano, allora, non consiste semplicemente nell’entrare nell’altrove.

Consiste nel riuscire a tornare dopo averlo conosciuto.

E per tornare bisogna conservare qualcosa che ci leghi alla vita.

Tengo e Aomame devono ritrovarsi.

Kafka deve attraversare l’altrove per poter continuare il proprio cammino.

Nella città murata il dilemma diventa ancora più sottile: bisogna prima comprendere se si desidera davvero uscire.

Perché le mura hanno una natura ambigua.

Proteggono dal dolore, ma possono imprigionare.

Separano dal caos del mondo, ma separano anche dalla vita.

La geografia segreta di Murakami

Alla fine, dentro i romanzi, ci lasciamo ispirare dalle storie e dalle esperienze dei personaggi che riflettono le nostre stesse vite.

Possiamo allora immaginare una sorta di mappa nascosta che attraversa questi romanzi.

Prima esiste il mondo ordinario.

Poi qualcosa manca: una persona, un amore, un’identità, una parte del passato.

Compare una soglia.

Il personaggio la attraversa.

Le normali leggi della realtà cominciano a dissolversi.

Ciò che era perduto può improvvisamente ricomparire.

Ma a quel punto nasce la domanda decisiva: restare o tornare?

1Q84 sembra domandare: quale mondo è reale?

Kafka sulla spiaggia: chi sono io dentro questi mondi?

La città e le sue mura incerte spinge la domanda ancora oltre: che cosa rimane di me se abbandono la mia ombra?

Forse è proprio questa la geografia più autentica dell’universo di Murakami.

Un uomo davanti a una soglia.

Qualcosa che ha perduto lo attende dall’altra parte.

Attraversare significa forse ritrovarlo, ma significa anche rischiare di non tornare più.

Perché, una volta conosciuto un altro mondo, non possiamo più guardare quello da cui proveniamo nello stesso modo.

E forse le mura più incerte di cui parla Murakami non sono quelle che circondano una città.

Sono quelle che costruiamo per separare ciò che chiamiamo realtà da ciò che continuiamo ostinatamente a sognare.