Proteste No-Green Pass, pugno duro del governo contro i manifestanti

Proteste No-Green Pass, pugno duro del governo contro i manifestanti

L’Italia ha scelto la linea dura contro coloro che hanno deciso di protestare con le nuove regole introdotte con il Green Pass e soprattutto contro coloro che hanno preso di mira i trasporti minacciando di bloccare i binari del treno in segno di protesta contro le nuove regole che vietano di utilizzare i treni a lunga percorrenza a coloro che non sono in possesso del Green Pass.
Dal primo settembre, infatti, i viaggiatori potranno utilizzare determinati mezzi pubblici solo esibendo il lasciapassare verde che dimostri la recente vaccinazione, un test COVID negativo nelle ultime 48 ore o la guarigione dalla malattia negli ultimi sei mesi. Una restrizione che verrà imposta anche per chi utilizza i voli nazionali e per coloro che si spostano in treno tra regioni o attraverso mezzi marittimi. Sono però esclusi dalle restrizioni i traghetti, soprattutto quelli che servono molte piccole isole che non hanno altri collegamenti con la terraferma e per i traghetti utilizzati dai pendolari per spostarsi tra Sicilia e Calabria.

Al momento queste restrizioni non riguarderanno l’uso degli autobus locali, dei tram e delle metropolitane. L’esecutivo diretto dal premier Mario Draghi ha deciso di applicare queste misure, per certi versi “draconiane”, quando i casi giornalieri sono saliti progressivamente a causa dell’ampia diffusione della variante delta del Sars Cov-2. Il “pass verde” italiano è già richiesto in Italia per i ristoranti al chiuso, andare in palestra o frequentare luoghi affollati come nel caso di eventi di massa o concerti. Il governo ha deciso di usare il pugno duro per bloccare sul nascere ogni forma di contestazione da parte di coloro che osteggiano le misure stringenti del governo, adottando politiche di repressione attraverso l’uso massiccio della forza pubblica. Sono state tantissime, nelle ultime settimane, le proteste contro il requisito del lasciapassare verde, anche a Roma e Milano. Alcune di queste proteste sono degenerate in scontri violenti. I contestatori hanno preso di mira anche alcuni esponenti della stampa e la tv di Stato, rea di aver dato voce solo ad una narrazione  fatti e di non aver rispettato il pluralismo, dando voce anche ai dissenzienti. Sono stati presi di mira anche alcuni virologi che sono assurti agli onori della notorietà grazie alla frequente partecipazione nei talk show televisivi.

Il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, ha condannato “gli attacchi lanciati con toni inaccettabili sui social network contro membri del governo, politici, medici e giornalisti” ribadendo anche ne “nessun atto illegale sarà consentito nelle iniziative di protesta nelle stazioni ferroviarie”. Le manifestazioni hanno visto una partecipazione trasversale da parte di forze politiche di destra e di sinistra, contrarie ad ogni forma di discriminazione attuata attraverso il lasciapassare verde imposto dal governo per far ripartire una campagna vaccinale dall’andamento alterno.