22 Maggio 2022

Criptovalute al microscopio: vizi e virtù del settore economico-finanziario del momento

La crescita esponenziale del Bitcoin

Quando è stato creato e immesso nel mercato, il Bitcoin valeva 50 centesimi di euro. Ora, proprio mentre l’articolo è in fase di stesura, la sua quotazione è di oltre 50.000 euro, vale a dire circa 100mila volte il suo valore iniziale. Sono cifre che fanno girare la testa: sarebbe bastato infatti un piccolo investimento di 50 euro, equivalenti a 100 Bitcoin, per avere ad oggi una liquidità a disposizione di 5 milioni in euro. 

Le dichiarazioni di Sir Canliffe al Guardian

Il Bitcoin ha molte qualità, ma c’è da dire che è una valuta estremamente volatile, basti pensare che solo mercoledì scorso ha toccato un picco di 57.000 euro e ora siamo intorno ai 52.000. Così volatile che secondo The Guardian potrebbe “innescare una crisi finanziaria peggiore di quelle del 2008”. E a dirlo al quotidiano britannico giusto un paio di giorni fa è Sir Jon Canliffe, uno dei policymaker della banca d’Inghilterra, che avverte senza mezzi termini di un pericolo imminente. 

Una rivoluzione basata sul decentramento 

Nato da un inventore anonimo chiamato Satoshi Nakamoto, il Bitcoin è basato su una tecnologia chiamata Blockchain, che tiene traccia in modo piuttosto trasparente di ogni transazione in un file registro che aumenta di dimensione ogni secondo che passa. La differenza più lampante con le altre altre valute è la mancanza di un organo centrale che ne influenzi l’andamento. Totale decentramento dunque, una sorta di anarchia monetaria che aggrada sia il movimento libertario che quello Anarco-capitalista.

Gary Gensler e il Far West delle criptovalute

A mettere il carico da dodici invece è un altro pezzo da novanta della finanza internazionale: parliamo di Gary Gensler, presidente della SEC (Securities and Exchange commission), che sarebbe la CONSOB Americana, ovvero la commissione che vigila sugli scambi della borsa statunitense. Gensler, parlando di criptovalute, ha detto in un intervento pubblico quanto “francamente tutto questo mi ricorda più il far west che un mercato di valute e non è la prima volta che lo affermo”. Un’altra dichiarazione che suona come un potente j’accuse nei confronti delle criptovalute, proprio nel momento in cui acquistano terreno nel mercato.

L’enorme balzo in avanti di Shiba

Eppure, nonostante tutte queste critiche, nelle ultime ore il valore di Shiba, una delle ultime criptovalute immesse nel mercato, ha superato il 900 per cento oltrepassando i 40 miliardi di dollari di capitalizzazione: parliamo di cifre che lasciano indietro un colosso come Deutsche Bank. Pensare che il sole 24 ore registra un aumento dall’inizio dell’anno del 35710244,8 per cento. Una percentuale tanto improbabile da essere difficile da pronunciare. 

Tiriamo le somme

Parlando di investimenti a breve e medio termine, le potenzialità sono indubbiamente senza precedenti, e la possibilità di moltiplicare il valore investito è notevole, ma è anche molto semplice impoverirsi a stretto giro, se si sottovaluta il rischio e la pericolosità dell’investimento. Non sta a noi dare un giudizio, ma mettere in guardia ogni investitore della pericolosità dell’atto in sé fa parte del nostro mestiere.