22 Maggio 2022

Bologna, la città nera degli affitti

Bologna, 2022 – Nel 2021, affittare casa a Bologna costava più che a Roma, diventando la quarta città più cara d’Italia sotto Milano, Venezia e Firenze.
Bologna, capoluogo dell’Emilia Romagna famoso per i suoi portici e un passato rosso, costa un rene. Patria di una delle Università più antiche del mondo da anni specula sugli affitti.
Per studenti e lavoratori, trovare una sistemazione è un incubo, trovare una casa singola praticamente un’utopia e le camere costano anche 500€ per una singola fuori dalle mura (ed è un prezzo concorrenziale), arrivando poi a casi estremi ma nemmeno troppo di un posto letto in tripla a 400€ dentro le mura.

La situazione dopo il Covid

Da anni la situazione non fa che peggiorare, ci si aspettava che con il Covid e le università chiuse, le case si sarebbero svuotate e sarebbe stato più facile trovare una camera a un prezzo ragionevole, ma così non è stato.
O meglio, nel 2020 i prezzi si erano abbassati dell1,6% per i monolocali e 2,2% per i bilocali, ma stiamo parlando di cifre irrisorie.
A luglio 2021 il problema si è ripresentato violentemente quando le richieste si sono alzate del 27% rispetto all’anno precedente, facendo tornare troppe persone nel limbo della ricerca.

Cercare casa a Bologna

Cercare casa è una vera epopea. Di solito ci si iscrive a tutti i gruppi Facebook dedicati a case in affitto, poi comincia l’assidua ricerca. C’è chi pretende di stare in un quartiere specifico, chi invece si concentra sul prezzo, ma la situazione poco cambia. Dopo pochi minuti dalla pubblicazione dell’annuncio si possono già vedere decine di commenti di persone interessate, basta distrarsi un attimo per perdere l’occasione.
Dopodiché, una volta che per caso sei riuscito a metterti in contatto con chi ha scritto l’annuncio (di rado il padrone di casa), iniziano i colloqui, colloqui lunghissimi in cui gli inquilini della casa cercano di capire con chi avranno a che fare e se può valerne la pena e l’unica cosa che si può fare è aspettare il verdetto, troppo spesso negativo.
Questo è l’Iter classico per chi vorrebbe trasferirsi a Bologna, persone spesso giovani che per lavoro o studio vengono in Emilia e finiscono per doversi accontentare del divano dell’amico per mesi interi.
Le case oltretutto sono spesso anteguerra, ristrutturate poco e male, nel raro caso siano ristrutturate.

«Ho affittato un monolocale l’anno scorso» racconta una ragazza nata a Bologna «Dopo averlo dovuto ristrutturare quasi interamente e tutto a mie spese, era invivibile, mi sono accorta che nel soffitto c’era l’amianto. La padrona non l’aveva mai bonificato.» uno dei tanti casi al limite della città.

Finestre con spifferi, porte senza maniglia, piastrelle spaccate, cucine anteguerra, letti sfondati, armadi distrutti ed impianti troppo vecchi per essere commentati sono la normalità in un casa in affitto media a Bologna, ma per questa casa non solo vengono chieste cifre ridicole (una singola economica va dai 400 ai 450€ dentro le mura, e probabilmente sarà il salotto riconvertito), ma vengono anche pretesi garanti, contratti indeterminati e fideiussioni bancari, a volte anche immobili come garanzia.
La cosa drammatica è che queste stanze troveranno sempre qualcuno che le affitta, qualche ragazzo disperato pronto ad accontentarsi pur di lasciare il divano dell’amico senza finire per strada, saturando il mercato di richieste e facendo alzare i costi in modo sempre peggiore.
Prezzi elevati quasi come a Milano in una città che di Milano non ha né le dimensioni, né i servizi, né il lavoro.
Ma da cosa sono determinati questi affitti?

Airbnb è costato caro

Da qualche anno a Bologna è spopolata la moda di Airbnb, famosa piattaforma in cui prenotare appartamenti di privati invece che andare in hotel.
Tantissimi sono i proprietari che hanno deciso di convertire le loro case in appartamenti per le vacanze, cosa sicuramente più conveniente: per ipotesi un trilocale con due camere da letto potrebbe essere affittato a 50€ a persona a notte per un massimo di 4 persone: sarebbero 200€, in meno di una settimana il guadagno sarebbe quello di un mese di affitto normale, in più non ci si trova degli inquilini a lungo termine che bloccano la casa.
Questo pensiero ha portato un calo nelle case disponibili in tutta la città, ma non è stata seguita da un calo delle richieste e, per una semplice legge economica, i prezzi sono schizzati alle stelle.

Gli alloggi non bastano

Seriamente, lo spazio è finito. Le case sono sempre più piene di persone, ma gli immobili in affitto non stanno aumentando.
Certo, sono stati fatti diversi “campus” con stanze (o direttamente piccoli monolocali) in affitto, le strutture sono moderne, è accessoriato con palestre, piscine, internet point e altre comodità, ma i prezzi sono anche di 700€ a singola, un prezzo che rende questa opzione al di fuori delle tasche dei più.
Quello che servirebbe è creare dei campus più agibili, in cui si offre una camera e i servizi essenziali e stop, affittabili a un prezzo ragionevole e più alla portata di tutti e che magari non richiedano l’anima del tuo primogenito come caparra.

Un po’ di controllo

Oltre a degli spazi comuni per studenti, che così lascerebbero spazio nelle case ai lavoratori aiutando un po’ a snellire la situazione, di molto aiuto sarebbe uno stop sugli affitti, un limite oltre al quale non si può andare, ma questo, come dicevamo in questo articolo, deve partire dal comune, non può partire né dagli inquilini né dai padroni di casa.
Per farlo, occorrerebbe anche abbassare le imposte sulle seconde case che limitano il guadagno dei proprietari portandoli a dover alzare il prezzo per guadagnarci il più possibile.
Dovrebbe essere la città la prima a essere interessata a renderla vivibile per tutti e alla portata di tutti, rinunciando anche in parte al proprio tornaconto e ai guadagni.

La città è in mano ai palazzinari

I palazzinari a Bologna spopolano. Bolognesi di lunga data che nel corso delle generazioni hanno accumulato diverse case e che adesso ci speculano sopra senza alcun riguardo nei confronti di chi si mettono in casa, quello che conta è il bonifico il primo del mese.

Bologna è una città a misura d’uomo, con un centro piccolo e ben fornito di servizi e divertimenti, la qualità della vita è decisamente alta (quinta in classifica nel 2021 sulle 107 province italiane), offre un Alma Mater eccellente e dalla storia importante, per questo continua ogni anno ad attirare nuove persone che decidono di renderla casa loro, sia temporaneamente che definitivamente e che continuano ogni giorno a scontrarsi contro questa terribile realtà che porta via credibilità a questa città. Dovrebbe essere nell’interesse di tutti risolvere il problema degli affitti, ma forse quello che davvero conta è fare l’interesse di pochi a discapito di tutti.