30 Settembre 2022

Bread’n’Roses: la rivolta della lingua madre del 21 febbraio 1952

Nel 1999 è stata istituita dall’UNESCO, per il 21 febbraio, la Giornata Internazionale della Lingua Madre, un modo per celebrare la società interculturale, esaltandone le varietà linguistiche.  

Difesa della lingua bengalese

La scelta della data è legata a un evento del 21 febbraio 1952, quando furono uccisi cinque ragazzi durante una manifestazione per il diritto a usare la propria lingua madre in Bangladesh, poiché il governo pakistano aveva imposto ai Bengalesi, sotto il loro dominio, l’uso dell’urdu, nonostante la lingua bengalese, fosse parlata da più di cento milioni di persone. Il Bangladesh rimase provincia orientale del Pakistan fino al 1971, ma già nel 1952 era nato il Movimento per la lingua. Il 21 febbraio 1952 numerosi studenti ed attivisti furono uccisi dalla polizia pakistana, in un massacro che ebbe luogo presso l’Università di Medicina e il parco di Ramna, a Dacca. Proprio lì fu eretto un monumento, nella stessa notte, da parte degli studenti, ma fu presto demolito dagli ufficiali pakistani. Il Movimento per la lingua ebbe la meglio e nel 1956 il governo centrale concesse lo status di lingua ufficiale al Bengalese, che divenne pari all’urdu. Fu costruito nuovamente un monumento per commemorare i martiri lo Shaheed Minar, progettato dallo scultore Hamidur Rahman, ma nel 1971 fu ancora una volta distrutto durante le ultime fasi della guerra contro il Pakistan, per poi essere ricostruito in seguito all’indipendenza del Bangladesh.

Giornata dell’UNESCO

Dopo la decisione dell’UNESCO di festeggiare la lingua madre ogni 21 febbraio, anche a Roma è stato eretto un monumento dedicato a quell’evento, nel Parco Rabin, nei pressi di via Panama. Vi si trovano iscrizioni nelle principali lingue, anche quelle meno diffuse e dal 2011, ogni anno vi si tiene una cerimonia ufficiale organizzata dall’Ambasciata del Bangladesh. Il 21 febbraio è divenuto anche un’occasione per riflettere sull’inclusività a scuola, sull’importanza di imparare l’italiano come seconda lingua, preservando allo stesso tempo le varie lingue madre di bambini e ragazzi provenienti da altri Paesi, che frequentano le scuole italiane. Ne è un esempio il progetto Fuoriclasse di Save the children, oppure le attività di Asinitas, centro interculturale di educazione e intervento sociale.

La canzone

“Ekusher Gaan” (Bengali: একুশের গান “La canzone del ventunesimo”), più popolarmente conosciuta come “Amar Bhaier Rokte Rangano – Il sangue sparso dei miei fratelli” è stata scritta da Abdul Gaffar Choudhury, per celebrare l’evento tragico del 1952. Fu pubblicata inizialmente in forma anonima, nell’ultima pagina di un giornale. La canzone era stata composta come una poesia, al capezzale di un attivista ferito dalla polizia pakistana, il 21 febbraio. Abdul Latif la mise in musica e anche gli studenti del Dhaka College la cantarono, finché fu ripresa da Altaf Mahmud, un famoso compositore e martire della guerra di liberazione del Bangladesh. Egli ne riscrisse la musica rendendola l’attuale versione ufficiale del brano. Ogni 21 febbraio la gente di tutte le parti del Bangladesh si dirige verso lo Shaheed Minar, in una marcia a piedi nudi, per rendere omaggio alle persone uccise.

 

Qui si può ascoltare Amar Bhaiyer Rôkte Rangano:

Testo e traduzione

Amar Bhaiyer Rôkte Rangano Ekushe Februari
Ami Ki Bhulite Pari (2 vv.)

Chhele Hara Shôtô Mayer ôshru Gôraye Februari
Ami Ki Bhulite Pari

Non posso dimenticare il 21 febbraio

insanguinato dall’amore dei miei fratelli,

il 21 febbraio bagnato dalle lacrime

di cento madri a cui hanno rubato i figli.