lunedì28 Novembre 2022
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Governo: Tiani (Siap), ‘autunno caldo, rischio poliziotti siano bersaglio protesta sociale’

“Studenti che bruciano le immagini di Meloni e Draghi sono l’espressione di una ideologia violenta e livorosa, le sofferenze del...

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“Studenti che bruciano le immagini di Meloni e Draghi sono l’espressione di una ideologia violenta e livorosa, le sofferenze del probabile autunno caldo sono altre e più fondate. Premesso che chi ha vinto le elezioni ha il diritto dovere di governare. L’autunno caldo che si profila nella gestione dell’Ordine Pubblico per la Polizia di Stato e le forze dell’ordine sarà il segno distintivo di una infinita emergenza e continuità di una crisi occupazionale e salariale, aggravata dai livelli di inflazione e dalla grave crisi energetica”. Lo dice all’Adnkronos il Segretario Generale Siap Giuseppe Tiani.

“Le azioni degli studenti che esprimono il disagio con violenza, per respingere il presunto e vacuo condizionamento ideologico preconcetto da parte di chi legittimamente dovrà governare è incondivisibile nel merito e nella forma. Perché lontano dalle istanze reali dei problemi delle famiglie e del mondo produttivo, anzi, distolgono l’attenzione e danneggiano il dibattito sulle reali necessità di chi soffre. Per gli uomini e le donne deputate a garantire la sicurezza pubblica – continua il sindacalista – non si è mai allentata la tensione scatenata dalla terribile crisi economica che pervade Paese”.

“Il rischio è che i poliziotti continueranno ad essere il bersaglio della protesta sociale più accesa che – sottolinea Tiani – seppur legittima nelle motivazioni, come in passato potrebbe pericolosamente volgere alla ricerca dello scontro fisico con chi è deputato a garantire la tutela dei processi democratici anche nelle manifestazioni, al di là del colore dei Governi, questa è la nostra funzione. Se nel manifestare l’obiettivo è quello di attirare l’attenzione, se si aggrediscono le forze di polizia e si cerca lo scontro, è inevitabile che si accendano i riflettori sulla protesta violenta. I poliziotti quindi sarebbero ancora una volta il mezzo/strumento attraverso il quale lanciare i messaggi del disagio sociale crescente, passando da tutori della sicurezza pubblica a recettori del malessere più acuto”.

“Coloro i quali attaccano il lavoro svolto dai poliziotti esprimendo critiche politiche preconcette e infondate, sempre più spesso dimenticano che, dietro la visiera dell’equipaggiamento da ordine pubblico, ci sono cittadini lavoratori, padri e madri di famiglia – continua Tiani – che stanno vivendo sulla propria pelle la stessa crisi, la stessa ansia di arrivare a fine mese, nel tentativo di far quadrare i conti come tutti gli italiani onesti. Il poliziotto dunque sarà additato con facilità quale manganellatore, esecrabile esempio, per media dei buoni salotti, quali meri esecutori della volontà politica del potere. Più difficile riconoscere che la libertà di manifestare non deve incrinare l’altrui libertà; che l’ordine e la sicurezza pubblica non possono essere derogati, i poliziotti sono stanchi di essere oggetto delle infondate contestazioni della politica, soprattutto quando la stessa poco ha fatto per evitare che si giungesse alle tensioni e allo scontro sociale, mentre era necessario adottare misure economiche eque e politiche sociali solidali che il Paese chiede a gran voce”.

“Siamo stanchi delle vacue parole espresse nei salotti televisivi o nelle platee elettorali, prima che sia troppo tardi certa politica deve assumersi la responsabilità di ritrovare se stessa per onorare il mandato delegatogli dai cittadini, misurandosi in maniera costruttiva con le esigenze del Paese, sapendo scegliere i provvedimenti più utili per alleviare il disagio di tutti”.

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