giovedì1 Dicembre 2022
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Scioperi e proteste popolari scuotono la Francia

Mai, come in queste ore, la Francia è un Paese spaccato, sotto la spinta di scioperi e affollate proteste di...

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Mai, come in queste ore, la Francia è un Paese spaccato, sotto la spinta di scioperi e affollate proteste di piazza che hanno come obiettivo il governo e il presidente Macron.  Lo sciopero generale che oggi ha scosso la Francia ha avuto come principale motivazione le rivendicazioni di aumenti salariali che, tenendo il passo con l’aumento dell’inflazione, possano attenuare gli effetti della lievitazione dei prezzi soprattutto dei generi di consumo. Lo scontro tra lavoratori e governo ha avuto il suo momento più drammatico con gli scioperi che hanno bloccato le raffinerie di petrolio, provocando una prolungata carenza di benzina, di cui pagano le conseguenze soprattutto coloro che usano i veicoli per lavorare. E le tensioni nelle lunghissime file che si formano davanti alla stazioni di servizio, nell’attesa anche di ore per potere fare rifornimento, ne sono una conferma. La carenza sta costringendo alcuni impianti di carburanti alla chiusura temporanea. Si stima, peraltro, che il 30 per cento delle stazioni di servizio abbiamo problemi di approvvigionamento. L’appello alla protesta lanciato da un sindacato  del settore petrolifero è stato raccolto oggi dai lavoratori delle ferrovie e dei trasporti , come le compagnie di autotrasporti e autobus, e da una parte degli insegnanti di scuole superiori e dei dipendenti di ospedali pubblici. Già domenica migliaia di persone erano scese in piazza per marciare contro l’aumento dei prezzi, come accaduto nella stessa Parigi, fortemente presidiata dalle unità anti-sommossa della Polizia. Oggi solo un treno su due circolava nella rete ferroviaria della regione meridionale, causando ritardi nelle ore di punta mattutine. Ci sono state segnalazioni di interruzioni sui treni ad alta velocità nel nord, nonché sull’Eurostar e sui treni interurbani che collegano la Francia con la Spagna. Le proteste di oggi in Francia arrivano dopo che il sindacato di sinistra CGT ha rifiutato un accordo su un aumento di stipendio che il gigante petrolifero TotalEnergies ha raggiunto venerdì con altri due sindacati. I sindacati CFDT e CFE-CGC, che insieme rappresentano la maggioranza dei lavoratori francesi del gruppo, hanno concordato un aumento salariale del 7% e un bonus finanziario. Gli operai in sciopero hanno chiesto salari più alti da ottenere con la tassazione degli extra-profitti delle compagnie energetiche che hanno visto schizzare i prezzi di petrolio e gas, mentre la guerra russa in Ucraina aggrava la crisi. Il governo, davanti alla sfida lanciata dai lavoratori, sta assumendo una posizione sempre più rigida, anche perché gli autori della protesta hanno incassato il sostegno della Sinistra. A dare l’immagine del nervosismo del governo è stato il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire , per il quale ”il tempo delle trattative è finito”.  In Francia, comunque, con il 6,2%, si registra il tasso più basso di inflazione tra i 19 Paesi della zona euro. 

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