lunedì28 Novembre 2022
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Tlc: Microsoft che licenzia segnala la debolezza delle grandi società americane

La notizia che un’azienda, che ha oltre 220 mila dipendenti sparsi tra le decine di sedi in tutto il mondo,...

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La notizia che un’azienda, che ha oltre 220 mila dipendenti sparsi tra le decine di sedi in tutto il mondo, ne licenzia mille potrebbe passare inosservata se non parlassimo di Microsoft. La sua decisione di cancellare varie posizioni, in livelli e sedi in molti Paesi, sta invece facendo rumore negli Stati Uniti perché, secondo quanto dicono oggi gli analisti americani, è solo l’ultimo segno di debolezza di alcune delle più grandi società tecnologiche statunitensi, che si confrontano con una inflazione che non accenna a scendere – nonostante le politiche della Federal Reserve, che sta decidendo continui aumenti dei tassi di interesse -. i timori sempre più diffusi di una recessione che potrebbe manifestarsi già a fine anno e  i problemi del mercato azionario. Le difficoltà di Microsoft sono confermate anche dall’andamento nel corso dell’anno delle sue azioni, che hanno perso quasi il 30%, dopo che tra marzo 2020 e dicembre 2021 il loro prezzo era aumentato di circa il 107%.  D’altra parte la difficoltà del comparto Tlc è confermata anche dal cammino dell’indice Nasdaq Composite che, caratterizzato da una forte presenza di società tecnologiche, è sceso di oltre il 31%. La società, in una nota, ha spiegato che ”come tutte le aziende, valutiamo le nostre priorità regolarmente  e apportiamo adeguamenti strutturali di conseguenza. Continueremo a investire nella nostra attività e ad assumere in aree chiave di crescita nel prossimo anno”. Quindi la conferma che i tagli sono stati ritenuti necessari – visti, appunto, come ”adeguamenti strutturali” -, che però non precludono alla possibilità che, con il miglioramento delle condizioni, Microsoft torni ad assumere. Già in luglio la società aveva attuato un ridimensionamento della sua forza lavoro, con un impatto di meno dell’1 per cento sul totale dei dipendenti.  Gli ultimi utili trimestrali pubblicati da Microsoft, a luglio, sono stati inferiori alle aspettative degli investitori, registrando un fatturato di 51,9 miliardi di dollari rispetto ai 52,4 miliardi di dollari previsti. Quindi il boom degli utili registrato nel periodo della pandemia – con un picco delle vendite, alimentate da chi era costretto a casa per le restrizioni contro il dilagare dei contagi – è  un ricordo, seppure recente. Il ritorno alle abitudini di prima della pandemia ha danneggiato  molte aziende tecnologiche. Le azioni del concorrente di cloud computing Amazon sono diminuite di circa il 30% quest’anno, mentre le azioni della società madre di Facebook Meta sono diminuite del 61%.

 

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