giovedì2 Febbraio 2023
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Profughi siriani tornano a casa scappando da un Libano alla deriva economica

Dopo essere fuggiti da un Paese devastato dalla guerra civile, che ha provocato un numero impressionante di morti e feriti...

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Dopo essere fuggiti da un Paese devastato dalla guerra civile, che ha provocato un numero impressionante di morti e feriti e la distruzione di intere città, decine di siriani avevano trovato rifugio del vicino Libano, sperando in un futuro migliore. E invece, come raccontano le cronache delle ultime ore, in decine stanno tornando in Siria dal Libano orientale, lasciandosi alle spalle un Paese devastato da una crisi economica che ha messo sul lastrico milioni di famiglie. Un fenomeno confermato dal fatto che, in Siria, è giunto dal Libano, ieri, un secondo convoglio di rifugiati siriani, mentre il governo di Beirut sta pensando ad un rimpatrio di massa, pure se per l’Onu la Siria rimane un Paese a rischio. Il convoglio con 330 siriani, partito dalla valle orientale della Bekaa, si è diretto ieri verso la regione siriana occidentale di Qalamoun, un’area che alcuni anni fa è stata teatro di sanguinosi combattimenti della guerra siriana. Il primo convoglio era partito  il 26 ottobre,  con circa 500 siriani tornati a casa dopo due anni trascorsi in Libano. La decisione di tornare in Siria è conseguenza del crollo economico di tre anni del Libano, che ha gettato tre quarti della popolazione in una condizione di povertà. Ma a spingere i siriani a rimettersi in viaggio verso la madrepatria è stato anche in clima che si è creato in Libano, dove molti politici, dall’inizio della crisi economica alla fine del 2019, hanno puntato il dito contro i rifugiati, dicendo che era la loro presenza ad avere aggravato la situazione. Secondo le stime ufficiali, il Libano ha dato rifugio a oltre un milione di rifugiati siriani, ma in molti ritengono che i numero reale sia molto più alto. L’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati,  ha registrato l’arrivo di circa 800.000 siriani, ma, su richiesta delle autorità libanesi, ha smesso di contarli nel 2015.  Un piano per favorirne il rimpatrio di 15 mila rifugiati al mese, che doveva partire all’inizio del 2022, non è mai partito.  E’ fallito anche il piano che, nel 2018, doveva consentire al Libano di organizzare rientri di siriani in patria sotto il profilo di ”ritorni volontari”. Ma, essendo la gestione dei flussi affidata a funzionari della sicurezza siriana, il piano si è fermato per la lentezza dei controlli amministrativi volti a verificare se, tra quelli che tornavano, c’erano ricercati o, comunque, elementi considerati pericolosi.  I viaggi di ritorno sono stati interrotti nel 2020 a causa della pandemia di coronavirus . A quel punto, secondo i funzionari libanesi, circa 21.000 rifugiati erano tornati in Siria in questo modo. L’UNHCR afferma che almeno 76.500 rifugiati siriani sono tornati volontariamente dal Libano dal 2016, alcuni durante viaggi organizzati dal governo e altri per conto proprio. Il conflitto in Siria, iniziato nel marzo 2011, ha ucciso centinaia di migliaia di persone e ha causato lo sfollamento di metà della popolazione prebellica del paese di 23 milioni.

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