sabato28 Gennaio 2023
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India: Nuova Delhi assediata dallo smog, stop ai lavori nei cantieri

Si fa sempre più pressante il problema legato allo smog in India, con il governo che è costretto ormai a...

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Si fa sempre più pressante il problema legato allo smog in India, con il governo che è costretto ormai a correre ai ripari. A far scattare l’ennesimo allarme per l’inquinamento atmosferico è la situazione legata alla qualità dell’aria della capitale, Nuova Delhi. Secondo le misurazioni più recenti, l’indice che misura tale qualità in diverse parti della città è compreso fra 350 e 400. Un valore che, stando agli standard fissati dal Central Pollution Control Board, è estremamente negativo.                                                                             Per questo motivo, si è deciso di agire, dopo una domenica in cui l’intera città era coperta da una fittissima coltre di smog, situazione aggravata dal clima gelido che ha reso la nebbia ancora più densa. Il governo ha infatti deciso di bloccare tutti quanti i lavori nei cantieri  all’interno di Nuova Delhi e persino nelle immediate vicinanze, in modo da ridurre al minimo la produzione di polveri e di emissioni.  Questa scelta arriva a margine di diverse proteste dei cittadini (sia nel centro che in periferia), che lamentano ormai da anni un peggioramento tangibile delle condizioni di vita: gli inverni sempre più freddi, l’aumento considerevole della quantità di polveri sottili diffuse nell’atmosfera, sommato allo smog prodotto dai veicoli e al fumo che proviene dalle sterpaglie bruciate negli Stati del Punjab e dell’Haryana (una pratica ancora molto diffusa nei dintorni di Nuova Delhi e che viene indicata come una delle cause principali del peggioramento della qualità dell’aria nella capitale) rendono la città quasi invivibile.                                    Per questo motivo si è deciso di bloccare i lavori previsti nei cantieri da oggi, con le autorità costrette persino a spruzzare getti d’acqua in alcuni quartieri, nel tentativo di ripulire l’aria. Una scelta che sembra essere soltanto un mero palliativo, ma con cui le istituzioni sperano di rallentare il fenomeno, dopo che solo una settimana fa è arrivata l’ufficialità del provvedimento che bandirà i tuk-tuk (i taxi a tre ruote molto diffusi nel sud est dell’Asia) alimentati a diesel. Sarà quindi permesso solo l’uso e la produzione di veicoli simili alimentati da gas naturale o elettricità.

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