Una donna che, in Giappone, dopo essere stata condannata alla pena capitale per avere ucciso due uomini per derubarli e che era nel braccio della morte in attesa dell’esecuzione, è deceduta per soffocamento mentre stava mangiando. La detenuta si chiamava Miyuki Ueta, 49 anni, ed era stata condannata per l’omicidio di due uomini i cui corpi furono trovati nel 2009, nella prefettura di Tottori nel 2009. Ex dipendente di un bar, Miyuki Ueta ha perso conoscenza sabato pomeriggio mentre stava mangiando nel carcere di Hiroshima. A nulla sono valsi i tentativi del personale carcerario per sfilarle dalla gola il boccone che l’ha uccisa. Il ministero Giustizia, dopo gli accertamenti medici eseguiti dal medico legale, ha confermato la morte per soffocamento. Dopo la morte di Miyuki Ueta, che assumeva farmaci per diverse patologie, il numero di detenuti che attendono l’esecuzione del braccio della morte è di 105. Secondo l’accusa la donna, dopo averli narcotizzati, uccise a distanza di mesi l’uno dall’altro, annegandoli, due uomini, con i quali aveva problemi economici. Le vittime furono prima il camionista Kazumi Yabe, 47 anni, e, sei mesi dopo,Hideki Maruyama, 57 anni, drogandolo con sonniferi e annegandolo in un fiume. La donna ha sempre ribadito la sua innocenza, nonostante il fatto che dovesse dei soldi a entrambe le vittime. Il verdetto – emesso nel 2012 e confermato nel 2017 – si basava principalmente su prove circostanziali, secondo cui Ueta era stata l’ultima persona a vedere entrambi gli uomini prima della loro scomparsa e sul fatto che avesse comprato sonniferi poco prima della loro morte delle due vittime.

