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8 marzo: Grant Thornton, Italia per la prima volta sopra media Ue per donne manager

Ma la parità a livello globale sarà raggiunta solo nel 2053 Grant Thornton, network di consulenza internazionale, annuncia i risultati...

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Ma la parità a livello globale sarà raggiunta solo nel 2053

Grant Thornton, network di consulenza internazionale, annuncia i risultati del suo rapporto annuale Women in business – intitolato per il 2024 ‘Pathways to parity: 20 years of women in business insights’ – che da 20 anni indaga i progressi della rappresentanza femminile nei ruoli dirigenziali all’interno delle aziende del mid-market. Dallo studio emerge che negli ultimi due decenni a livello globale c’è stato un miglioramento in tutti i Paesi monitorati: la percentuale di donne che ricoprono posizioni apicali è aumentata dal 19,4% al 33,5%, con un incremento del 1,1% anno su anno dal 2004. Al ritmo attuale, la parità verrà raggiunta per la prima volta nel 2053.

Il rapporto identifica tre azioni che hanno un impatto positivo sulle aziende interessate ad accelerare il progresso verso la parità di genere nel senior management, ovvero un corretta assegnazione delle responsabilità per le politiche di diversity & inclusion (de&i), l’implementazione di una strategia de&i autonoma con obiettivi misurabili e l’offerta di accordi di lavoro flessibili.

In particolare, dallo studio emerge che quando la de&i all’interno di un’organizzazione è guidata da una figura apicale, come un ceo (chief executive officer) o un cio (chief information officer), insieme a un senior leader donna, la rappresentanza femminile nel senior management è maggiore rispetto a quando a gestirla è una sola figura apicale. Per quanto riguarda la flessibilità, negli ultimi 12 mesi si è assistito a un deciso cambio di trend rispetto agli scorsi anni, con il 47% delle aziende tornate a lavorare prevalentemente in presenza rispetto al 36% dello scorso anno, e il 45% che adotta forme di lavoro ibride, rispetto al 53% dello scorso anno. Questi dati non sono positivi per le donne manager, che prediligono la flessibilità e sono presenti in numero maggiore nelle aziende che la garantiscono.

Nel 2024 i Paesi che spiccano per il più alto tasso di donne che ricoprono posizioni manageriali nel mid-market sono le Filippine (43%), il Sud Africa (42%), Thailandia, Turchia e Nigeria (41% in ciascun paese), mentre i settori più virtuosi sono education & social services (40%) e agricoltura (40%), seguiti da turismo e healthcare (38% ciascuno). Record negativo per construction & real estate (31%) e manufacturing (31%). Rispetto agli scorsi anni emerge un progresso dell’Italia, che nel 2024 con il 36% di donne in posizioni manageriali per la prima volta supera la media dell’Eurozona (35%). Inoltre, nei 20 anni considerati dallo studio, nel nostro Paese si è assistito ad un raddoppio della percentuale di donne ai vertici aziendali (18% nel 2004), una crescita nettamente superiore a quella registrata a livello globale (+14,1%). Un altro dato interessante riguarda la gestione delle politiche di diversity & inclusion, che in italia è meno spesso appannaggio di figure come ceo (29%), coo (29%) e cfo (23,5%), ma viene prevalentemente affidata ai responsabili delle risorse umane (42%), un dato che secondo la ricerca è correlato a una minore presenza di donne manager rispetto ad altre economie.

“I dati che emergono dal report – commenta Maria Luigia Di Gennaro, senior manager di Ria Grant Thornton – mostrano con chiarezza che negli ultimi vent’anni c’è stato un percorso di crescita positivo che ha permesso a sempre più donne nel mondo di raggiungere posizioni manageriali, ma allo stesso tempo è evidente la necessità di portare avanti azioni concrete per accelerare il progresso verso la parità, che sembra non essere abbastanza rapido, specialmente in alcuni settori. Continueremo a monitorare da vicino gli sviluppi e a fornire strategie che permettano alle aziende di promuovere un ambiente inclusivo e equo”.

Marina Vitale, senior manager di Bernoni Grant Thornton, dichiara: “E’ incoraggiante notare i progressi compiuti dall’Italia, che ha superato la media dell’Eurozona nel 2024. Sicuramente ci sono margini di miglioramento, specialmente per quanto riguarda il coinvolgimento diretto dei vertici aziendali nella gestione delle politiche di diversity & inclusion, che abbiamo visto essere fondamentale per la formazione di una compagine manageriale con un elevato coinvolgimento femminile. È comunque un ottimo punto di partenza per lo sviluppo di contesti lavorativi sempre più inclusivi e attenti alla valorizzazione e all’ascolto delle persone”.

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