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L’Identità dei Mandanti Emergono dopo un Quarto di Secolo: Boss di Trabia dietro l’Omicidio di Geraci

Un’ombra lunga di 25 anni si è finalmente sciolta, rivelando i volti dei mandanti di uno dei più brutali omicidi...

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Un’ombra lunga di 25 anni si è finalmente sciolta, rivelando i volti dei mandanti di uno dei più brutali omicidi mafiosi. Il 1998 si macchiò di sangue quando il sindacalista della UIL Mico Geraci fu freddato a colpi di pistola a Caccamo, in provincia di Palermo, di fronte alla sua famiglia

Ora, dopo un lungo percorso di indagini e testimonianze, emergono finalmente i nomi dei responsabili: i boss di Trabia Pietro e Salvatore Rinella, su commissione del capomafia Bernardo Provenzano.

I Carabinieri, su incarico della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare ai presunti mandanti, già detenuti. Il movente di questo vile assassinio era stato inizialmente accennato dal pentito Nino Giuffrè, e poi confermato dalle testimonianze di altri collaboratori di giustizia. Due giovani affiliati al gruppo dei Rinella sarebbero stati gli esecutori materiali dell’omicidio, secondo le dichiarazioni dei pentiti Emanuele Cecala e Massimiliano Restivo.

Geraci era una spina nel fianco per la mafia locale. Dopo aver avviato la sua carriera politica e sindacale nella Democrazia Cristiana, si era poi schierato con l’onorevole Giuseppe Lumia, impegnato nella lotta antimafia. Il sindacalista aveva osato candidarsi come sindaco di Caccamo, sfidando il dominio del boss Provenzano, e aveva denunciato apertamente le ingerenze mafiose nel territorio, compreso il tentativo di manipolare il piano urbanistico e la gestione dell’acqua.

Le sue posizioni contro la criminalità organizzata non erano passate inosservate, e gli uomini d’onore avevano lamentato i suoi attacchi direttamente con Giuffrè. L’ex capo mafia Provenzano, come riferito da Giuffrè, aveva richiesto l’esecuzione di un omicidio a Caccamo senza specificare la vittima. Poco tempo dopo, Geraci fu assassinato.

I nuovi pentiti hanno svelato che Provenzano aveva incaricato i Rinella di orchestrare l’omicidio. Due giovani, Filippo Lo Coco e Antonino Canu, furono gli esecutori materiali dell’agguato, con Lo Coco che sparò alla vittima di fronte alla sua famiglia e Canu che si occupò della logistica e della fuga del killer. Tuttavia, i due esecutori furono eliminati quando entrarono in contrasto con i Rinella.

Il figlio di Geraci, Giuseppe, ha accolto con sollievo questa svolta nella lunga battaglia per la giustizia. “È una giornata importantissima”, ha dichiarato, “perché viene riconosciuto l’impegno antimafia e viene irrobustita la matrice mafiosa dell’omicidio e che la circostanza dell’omicidio sia riconducibile all’impegno di mio padre”. Questa scoperta non solo ristabilisce la verità su un oscuro capitolo della storia italiana, ma porta speranza per un futuro più giusto e trasparente.

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