La salute dei bambini oncologici non ha confini. La parola alla Dottoressa Maura Massimino

  In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile che si celebra il 15 febbraio, l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ribadisce il suo impegno nella cura e assistenza ai piccoli pazienti oncologici.

Ogni anno solo in Italia sono circa 1.400 i bambini a cui viene diagnosticata una forma oncologica, mentre 800 sono gli adolescenti. Ancora oggi, proprio i tumori in età pediatrica rappresentano la prima causa di decesso per malattia nei più piccoli, con conseguente impatto drammatico sulle famiglie.

 Da anni l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dimostra un impegno e una costanza nell’accesso alle cure da parte anche dei piccoli pazienti provenienti dalle zone meno svantaggiate. A parlarne con passione e dedizione è la Dottoressa Maura Massimino, Direttore della Struttura Complessa di Pediatria dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che da 38 anni si occupa di oncologia pediatrica.  


Dottoressa Massimino, come sta cambiando negli ultimi anni la cura dei tumori pediatrici?
La cura dei tumori pediatrici è cambiata radicalmente negli ultimi decenni. All’inizio, molte malattie non erano guaribili. Oggi, sebbene non tutte possano essere sconfitte, la qualità della vita dei bambini affetti da cancro è notevolmente migliorata grazie ai progressi terapeutici.
 
Ogni anno l’Istituto accoglie circa 250 nuovi pazienti pediatrici con diagnosi oncologica e ha sviluppato un approccio che va oltre la semplice cura della malattia. Che tipo di approccio seguite nei confronti dei pazienti più piccoli?
Abbiamo integrato alla terapia tradizionale progetti di riabilitazione e normalizzazione della vita, per garantire che i bambini guariti possano tornare alla quotidianità senza strascichi permanenti.
 
Nell’accesso alle cure si può parlare attualmente ancora di disuguaglianze sociali  a livello globale?
Nel mondo, solo il 20% dei bambini con cancro riesce a ottenere una diagnosi tempestiva e ad accedere a trattamenti adeguati. L’80% non arriva nemmeno alla diagnosi. Un esempio tangibile di solidarietà internazionale è larrivo di bambini oncologici da Gaza. Grazie allimpegno dellIstituto e alla collaborazione con altre strutture sanitarie italiane, i bambini provenienti dalle zone di conflitto hanno avuto la possibilità di essere curati in Italia. Non è stato facile, potremo garantire a questi bambini le cure necessarie, nonostante le difficoltà logistiche e politiche.
 
La storia dei bambini di Gaza è un simbolo di speranza e impegno, con lItalia che ha dimostrato solidarietà nell’assicurare cure adeguate a chi ne ha bisogno. Lei cosa ne pensa?
Sono orgogliosa di essere italiana, perché il nostro paese ha accolto questi bambini con rispetto e dignità
. Ogni bambino, ovunque nasca, ha diritto alle migliori cure. Non possiamo permettere che le disuguaglianze nell’accesso alla salute persistano. Ogni bambino merita una vita senza dolore e la possibilità di guarire.